Lo sciame sismico che ha colpito l'Emilia Romagna ha lasciato il segno non soltanto a case e strutture ma anche alla superficie stessa. Secondo le elaborazioni effettuate da un team di ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia la superficie in alcuni punti si sarebbe addirittura sollevata di circa 15 cm.
Per giungere a ciò gli studiosi hanno analizzato le immagini satellitari e tramite una tecnica denominata Interferometria Differenziale è stato possibile misurare spostamenti del terreno, anche dell’ordine dei centimetri. La prima acquisizione dei satelliti COSMO-SkyMed sulla zona interessata dal sisma è avvenuta la sera del 19 maggio, poche ore prima dell’evento, mentre l'ultima il 23 maggio, alcuni giorni dopo la scossa più intensa.
Il risultato ottenuto è il cosiddetto interferogramma, cioè una mappa di deformazione espressa in termini di cicli di colore. Ogni ciclo, o frangia, è rappresentativo di circa 1,5 cm di sollevamento della superficie terrestre. L’area con fasce di colore (frange) concentriche nell’interferogramma indica un sollevamento del suolo dovuto alla rottura della faglia sismica al di sotto di 1-2 km di profondità.
Per rendere più evidenti le deformazioni misurate, le frange sono state convertite in deformazione e rappresentate sulla cartografia di GoogleEarth mediante un codice di colori. Le zone azzurre sono quelle affette da deformazione trascurabile, mentre quelle in rosso hanno raggiunto il valore di massimo sollevamento.
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