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LE ONDATE POLARI DEGLI ULTIMI 20 ANNI 2° parte Dicembre 1996Mercoledì 24 Gennaio 2007 08:11:00Dalla metà del mese di dicembre e fino al periodo precedente al Natale sull'Italia regnava un clima molto mite con afflusso di aria temperata dal Mediterraneo, pilotata da una depressione presente sull'Europa occidentale. Le condizioni meteo erano debolmente perturbate, con piogge che si concentravano soprattutto sulle regioni tirreniche. Le temperature erano particolarmente miti al sud e lungo l'adriatico, raggiungendo in taluni casi anche i 20°, superandoli in Sicilia dove le correnti spiravano direttamente dall'Africa. Come potete notare i valori a 850hp (1500m circa) erano compresi il giorno 23 dicembre tra i +3/4° delle Alpi e i +15° della Sicilia Ma l'alta pressione continentale russa nel periodo natalizio comincia a scalpitare e si muove gradualmente verso sud-ovest, creando un ponte con l'anticiclone atlantico. Ecco che l'aria fredda che nei giorni precedenti si era depositata sulle pianure dell'Europa orientale comincia a mettersi in cammino verso ovest, raggiungendo prima la Germania e l'Austria, poi la Francia, zone su cui ben presto cominciano a cadere i primi fiocchi di neve. Contemporaneamente l'abbassamento di latitudine dell'anticiclone freddo favorisce lo spostamento verso sud-est della depressione che nei giorni precedenti era ferma sulla Spagna, portando un'accentuazione del maltempo al centro-sud, prima sul Tirreno, poi sull'adriatico. Le temperature, seppur lievemente, cominciano a scendere anche sull'Italia, con la neve che imbianca l'appennino settentrionale fino a 1000m. Ma è tra il 26 e il 28dicembre che l'alta pressione russa prende vigore, conquistando tutta l'Europa, con valori pressori prossimi ai 1045hp. L'aria fredda invade tutto il vecchio continente, a partire dalle nazioni orientali. I termometri anche sull'Italia scendono bruscamente ad iniziare dal Triveneto dal pomeriggio del 26 dicembre. Il 27 dicembre tre quarti dell'Italia è sotto zero, ma mentre al nord i cieli sono sereni e tersi, sul medio adriatico e al sud la neve scende copiosa fin sulle coste, con qualche breve apparizione anche sul versante tirrenico. Al nord si toccano al mattino i -15° anche in pianura, mentre di giorno difficilmente i termometri riescono a superare la soglia degli 0°. Da notare anche come l'aria sia particolarmente fredda alle quote medio/basse dell'atmosfera (tra il suolo e i 2000mt di quota), mentre in alta quota i valori non presentino nessuna eccezionalità: guardate per esempio la carta a 500hp (5400m circa) del 27 dicembre: si sfiorano solo i -30°. Pensate che nell'85 si toccarono persino i -42°, nel 2001 i -40° (con l'irruzione siberiana del 13 dicembre). E tutto è spiegato con il fatto che la caratteristica dell'aria fredda continentale siberiana è proprio quella di essere particolarmente fredda negli strati medio-bassi, provenendo da zone pianeggianti in cui il freddo si accumula giorno dopo giorno proprio in pianura, a causa della compressione dell'aria esercitata dalla pressione eccezionalmente elevata. Tra il 28 e il 29 dicembre l'ondata di freddo raggiunge la sua massima intensità, con valori di temperature di -13° a 850hp sull'estremo nordest, ma con un'isoterma di -9° che sfiora anche il Lazio. Contemporaneamente sull'Europa occidentale si comincia a formare una nuova saccatura atlantica, che nei giorni successivi avanzerà verso l'Italia. Tra il 29 e il 31 dicembre la saccatura sulla Spagna avanza verso l'Italia, preceduta da correnti temperate e umide mediterranee che scorrendo sul cuscinetto di aria fredda preesistente determinano la genesi di un fronte caldo, apportatore di nevicate su tutte le pianure del nord e in una prima fase anche sulla Toscana. Ma sarà con l'arrivo del fronte freddo del 31 dicembre che la pianura padana si ritroverà sotto 30/40cm di manto bianco al risveglio dell'anno nuovo. Una notte che molti di voi si ricorderanno certamente. Al centro-sud invece l'aria calda ha ormai scalzato quella fredda e la precipitazioni, anche sotto forma di rovescio o temporale, risultano piovose fino a quote medie. Con l'inizio del 1997 una nuova ondata di freddo siberiano colpisce l'Europa centrale: Francia, Germania, Inghilterra e tutta l'Europa orientale si ritrovano paralizzate dal ghiaccio, mentre sull'Italia le correnti atlantiche, più miti, impazzano, con il transito di moderate perturbazioni. A cura di Redazione 3bmeteo | 24 Gennaio 2007 08:11:00 | inizio pagina
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