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La corrente del golfo ed il suo ruolo nel clima mondiale

Giovedì 27 Agosto 2009 10:00:06

Poco più di tre anni fa, esattamente il 1 Dicembre del 2005 compariva sulla nota rivista inglese “The Guardian” un articolo riguardante il drammatico indebolimento della corrente del Golfo con tutte le conseguenze che un suo blocco avrebbe potuto avere sul clima dell’intero pianeta. Il trasporto delle acque calde superficiali dal Golfo del Messico per tutto il nord Atlantico fino alle coste europee più settentrionali sembra infatti essere alla base del funzionamento del clima non solo di tutto il nostro emisfero ma dell’intero pianeta. La grande corrente del Golfo sarebbe dunque come la famosa chiave di volta, quella roccia di forma trapezoidale che chiude il vertice dell’arco e senza la quale la struttura non potrebbe mantenersi.

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Senza di essa gran del pianeta sarebbe probabilmente inadatto alla vita dell’uomo e se oggi come oggi venisse a mancare, nell’arco di poco più di venti anni il clima entrerebbe in una crisi progressiva irreversibile che ci condurrebbe in una nuova era glaciale.

La corrente del Golfo però non è l’unica corrente oceanica superficiale a trasportare acque calde verso zone oceaniche più fredde, come si spiega allora che è l’unica a rendere possibili certi drastici cambiamenti climatici? Per capirlo dobbiamo esaminare la disposizione delle terre emerse e degli oceani nelle zone polari, poli geografici naturalmente.

Il polo sud giace all’interno di una terra emersa, l’Antartide, ricca di montagne e ghiacciai dello spessore di alcune migliaia di metri. E’ proprio l’esistenza di una terra emersa di così vaste dimensioni che ha determinato la persistenza di coltri glaciali cosi estese e spesse nei milioni di anni. Intorno all’Antartide c’è praticamente solo oceano, a poca distanza i lembi più meridionali del sud America mentre bisogna salire parecchio in latitudine per trovare l’Australia e l’Africa. Questa vasta e regolare cintura di oceano attorno all’Antartide fa si che la circolazione oceanica profonda e superficiale non sia molto disturbata ed abbia un andamento più o meno regolare, concentrico rispetto alla terra emersa.

Pensiamo invece a dove è situato il polo nord, in mezzo al mare, un mare parzialmente ghiacciato quasi completamente circondato da terre emerse abbastanza vicine. Mentre nord America e Russia praticamente si toccano nello stretto di Bering costituendo una specie di anello di terra chiuso attorno al Mare glaciale Artico, in corrispondenza dell’Europa c’è un’ampia apertura. Questa grossa discontinuità compresa tra il Mar di Danimarca e il Mar di Norvegia, costituisce la valvola di sfogo, l’unica, dalla quale acque molto fredde polari profonde si indirizzano verso sud accarezzando le coste orientali americane e nella quale si dirigono da sud verso nord in superficie acque calde di provenienza sub tropicale. Un equilibrio perfetto che impedisce l’isolamento delle acque polari e che si mantiene sul filo del un rasoio, di una lama spessa poche centinaia di metri che si chiama grande corrente del Golfo.

Se questa corrente si fermasse ci vorrebbe poco perché il Mar glaciale artico geli completamente ed abbracci a poco a poco con i ghiacci anche lo stretto di Danimarca e il Mar di Norvegia avvolgendo l’Islanda. La vicinanza delle aree continentali determinerebbe poi una veloce estensione della coltre nevosa a tutto il nord America ed a gran parte dell’Asia. Resterebbe fuori dai giochi solo l’Europa meridionale ma con inverni rigidissimi ed estati molto fredde, in pratica quanto accadde nell’ultima era glaciale.

Solo in un secondo momento l’abbassamento di temperatura si rifletterebbe nel sud emisfero e condizioni di gelo un po’ meno estese abbraccerebbero anche parte del sud America, sud Africa e Nuova Zelanda. Un grosso limite al congelamento nell’emisfero sud sarebbe infatti l’enorme porzione di oceano rispetto alle terre emerse presenti (rapporto acqua:terra circa 4:1) perchè l’acqua ha una grossa resistenza alle variazioni di temperatura. Limite nettamente inferiore nell’emisfero nord dove il rapporto acqua: terra è di 1.5:1. Guai seri dunque se la corrente del golfo si fermasse, nel giro di soli venti anni entreremmo in una nuova era glaciale! Ma per il momento gli scienziati rassicurano, sebbene un 30% del grande nastro trasportatore sia già andato perso negli ultimi 12 anni, probabilmente a causa del globalwarming, il blocco non accadrà in questo secolo ……avranno ragione?

A cura di Carlo Migliore | 27 Agosto 2009 10:00:06 | inizio pagina

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