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Uragani atlantici 2009: stagione nella norma?

Lunedì 06 Luglio 2009 07:42:02

Bella immagine di repertorio di un uragano: questa stagione doverebbe proseguire nella norma sul comparto atlantico-caraibico ( fonte immagine: shellegram.com )
Bella immagine di repertorio di un uragano: questa stagione doverebbe proseguire nella norma sul comparto atlantico-caraibico ( fonte immagine: shellegram.com )

La stagione degli uragani atlantici 2009 è ormai avviata e doverebbe essere caratterizzata da un'attività nella norma secondo le proiezioni NOAA. In particolare a seguito di un'analisi incrociata dei principali fattori atmosferici ed oceanici che influiscono sull'attività ciclonica alle latitudini tropicali ( tra cui il parametro ENSO legato ad El Nino ), le probabilità che la stagione segua un'evoluzione nella norma risulta del 50%, mentre si attestano entrambe sul 25% le possibilità che la stagione si riveli più attiva o meno attiva della norma. Tra i maggiori fattori d'incertezza vi è la possibilità della genesi di un nuovo El Nino durante la stagione estiva in corso ma anche le proiezioni della temperatura superficiale attesa sull'Atlantico, che influiscono in modo significativo su genesi ed evoluzione degli uragani.

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Attività ciclonica sull'Atlantico tropicale; si evince la fase di maggiore attività dal 1995 ad oggi. La barra in rosso a destra si riferisce alla proiezione per quest'anno ( fonte NOAA )
Attività ciclonica sull'Atlantico tropicale; si evince la fase di maggiore attività dal 1995 ad oggi. La barra in rosso a destra si riferisce alla proiezione per quest'anno ( fonte NOAA )

Come già sopra anticipato, le proiezioni NOAA prevedono una probabilità del 50% che la stagione degli uragani atlantici 2009 evidenzi un'attività sostanzialmente nella norma, mentre il restante 50% si ripartisce in un'equiprobabilità che la stagioni sia caratterizzata da attività superiore o inferiore alla norma. La norma in questione si basa sul campionamento dei sistemi ciclonici catalogati ( e quindi che vanno dalla tempesta tropicale all'uragano di categoria massima ) durante le stagioni nel periodo di riferimento 1950-2005. Ciò premesso una stagione si definisce nella norma se il numero delle tempeste tropicali catalogate spazia in un range compreso tra 6 e 14 unità, di cui uragani in un numero compreso tra 4 e 8 unità. Tra questi uragani inoltre un numero compreso tra 1 e 3 risultano di intensità pari o superiore al terzo grado della scala Saffir-Simpson. Una stagione con attività oltre il normale evidenzierebbe un numero di tempeste che va da 10 a 28, di cui uragani una quantità che spazia da 6 a 15. Di questi un numero compreso tra 2 e 8 sarebbero di categoria pari o superiore alla terza.

La proiezione probabilistica sopra riportata si basa sull'analisi delle condizioni climatiche previste per la stagione in analisi, in linea con la fase di elevata attività media che si protrae dal 1995 ad oggi. Nell'immagine allegata ( fonte NOAA ) viene riportata l'attività ciclonica inerente agli uragani atlantici dal 1950 al 2008: in ordinata si ha il parametro ACE, proporzionale all'intensità dell'uragano e definito sulla base dei massimi venti misurati durante l'evento. Dal grafico si evidenzia il periodo di elevata attività avviato dal 1995, dopo una fase di relativa quiescenza negli anni 70-80; l'ultima barra a destra colorata in rosso riporta le proiezioni per la stagione in corso.

Le percentuali probabilistiche tengono inoltre in considerazione due fattori che concorrono a rendere più incerto il pronostico: l'eventuale potenziamento di El Nino nei prossimi mesi e l'eventuale persistenza di acque superficiali più fresche della norma sull'Atlantico tropicale orientale. Attualmente El Nino risulta neutro, ma se dovesse potenziarsi a breve, il pattern circolatorio dell'atmosfera tra Atlantico tropicale e Mar dei Caraibi risulterebbe più sfavorevole alla genesi di uragani ( al contrario La Nina ne favorirebbe la genesi, infatti tre delle quattro stagioni dal 95 ad oggi in cui l'attività ciclonica è stata ridotta corrispondono ad annate in cui è presente El Nino). Se inoltre persistesse l'anomalia termica negativa delle acque superficiali dell'Atlantico tropicale orientale, attualmente presente, l'attività ciclonica verrebbe ulteriormente ostacolata. Tali fattori sfavorevoli compenserebbero la prosecuzione dei pattern atmosferici a larga scala che dal 1995 favoriscono appunto una maggiore attività ciclonica, tra i quali il consolidamento di un'area di anticiclonica tra Atlantico orientale e Africa occidentale correlata con alcune anomalie dei venti in quota.

A cura di Edoardo Ferrara | 06 Luglio 2009 07:42:02 | inizio pagina

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