4 novembre 2019
ore 13:38
di Carlo Migliore
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 Per tutti

In queste ore ricorre il 53° anniversario della tragica alluvione che colpì la città di Firenze e tutta la Toscana, ma anche le regioni di Nordest il 4 Novembre del 1966, provocando la morte di 34 persone e danni inestimabili al patrimonio artistico del capoluogo toscano.

L'EVENTO METEO: Una precoce irruzione di aria fredda nord atlantica spinge sin verso il Mediterraneo occidentale isoterme bassissime per il periodo che provocano nevicate fino a bassa quota sul Regno Unito, la Francia e l'area dei Pirenei. Al contatto con il Mar Mediterraneo, ancora molto mite, le correnti fredde generano un poderoso sistema ciclonico imperniato sul tirreno settentrionale che con la complicità di un'alta pressione sui Balcani, resta semi stazionario per oltre 24 ore.

Tra la giornata del 3 e la giornata del 4 Novembre cadono sulla Toscana oltre 200mm di pioggia con punte di 430mm in 48 ore. Quello che determina la catastrofe non è tanto la quantità di pioggia locale ma il fatto che tali quantitativi cadono diffusamente su tutto il territorio. Per di più, nei giorni precedenti una perturbazione a carattere freddo aveva portato abbondanti nevicate sull'Appennino che con il rialzo termico conseguente allo scirocco si sciolgono in poche ore andando ad aggiungersi alla pioggia che cadeva.  I bacini idrografici dell'Arno e non solo, anche dei fiumi Bisenzio, Ombrone, Sieve, si gonfiano a dismisura.

Le prime inondazioni avvengono nella tarda serata del 3 Novembre nella provincia di Arezzo mentre a Firenze il livello dell'Arno sale di ben 9 metri. Firenze verrà invasa dall'acqua a partire dalle prime ore dell'alba del 4 Novembre a cominciare dalla Biblioteca Nazionale con il flusso che raggiungerà verso le 9.30 anche le zone centrali del capoluogo. 

Il livello dell'acqua in alcuni punti raggiunge anche i 5 metri superando di gran lunga i livelli della devastante alluvione del 3 Novembre del 1844. Le proporzioni della tragedia sono inaudite, circa 600 milioni di metri cubi di fango invadono la città. Nei giorni immediatamente seguenti migliaia di giovani volontari accorrono da ogni parte del mondo per salvare dal fango, le opere d'arte, i dipinti, le statue, i libri antichi, che altrimenti sarebbero andati perduti. Saranno chiamati "Gli angeli del fango"

Nel frattempo, altre zone d'Italia, soprattutto il Triveneto, vengono devastate dall'ondata di maltempo. molti fiumi del Veneto, come il Piave, il Brenta e il Livenza straripano, e ampie zone del Polesine vengono sommerse. In Friuli lo straripamento del Tagliamento coinvolge ampie zone e comuni del suo basso corso, come Latisana. In Trentino la città di Trento viene investita pesantemente dallo straripamento dell'Adige. Un'eccezionale acqua alta di ben 194cm, record storico da quando si effettuano le misurazioni ufficiali, interessa la città di Venezia.


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