Redazione 3BMeteo
24 marzo 2020
ore 12:02
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 Per tutti

Antonietta M. Gatti Fisico e Bioingegnere nell'ambito della nano tossicità che in un recente passato si era già occupato di una particolare metodologia di indagine sulle morti da "inquinamento bellico" nella zona di Perdasdefogu in Sardegna, si esprime oggi riguardo una presunta correlazione tra l'inquinamento dell'aria in Lombardia e il picco di morti per l'infezione da Coronavirus. Alla domanda "E' plausibile che l'inquinamento dell'aria da polveri sottili in Lombardia abbia potuto incidere sull'aumento dei decessi per la patologia virale da covid-19 ?" ecco cosa ha risposto:

"Si, è plausibile. È stato detto che molte persone per lo più anziane (la media è 80 anni) sono morte non di coronavirus ma con il virus. Persone già debilitate, cioè con patologie anche innescate da inquinamento ambientale, non disponevano più di un sistema immunitario efficiente. Ricordo che al momento non ci sono medici capaci di diagnosticare una patologia da polveri. In un progetto Europeo (DIPNA) di nanotossicologia, noi abbiamo già dimostrato che cellule attaccate da nanopolveri non hanno più un sistema di difesa capace di reagire"."È già stato dimostrato dalla Scuola di Leuven (Belgio) che polveri nanometriche (0.1micron), se arrivano agli alveoli, passano la barriera polmonare in 60 secondi e in un'ora possono arrivare a fegato e reni e da lì raggiungere tutti i siti del corpo, nessuno escluso. Questo fatto è noto dagli scienziati, tanto che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha già stimato in 7.000.000 ogni anno le morti per patologie polmonari, cardiovascolari e cerebrali dovute all'inquinamento. E' ovvio che, in un sistema già compromesso dalle polveri ambientali che sono responsabili di uno stato infiammatorio, un ulteriore insulto, per di più infettivo, può accelerare la morte".

La Dottoressa Gatti da più di 10 anni si occupa esclusivamente di nano patologie (termine inventato da lei per un progetto europeo "Nanopathology" che ha diretto dal 2002 al 2005) e di malattie misteriose. Ha inventato e sviluppato una nuova tecnica diagnostica con cui verifica se nei campioni biologici patologici ci sono corpi estranei micro e nano dimensionati (polveri esogene) che testimoniano l'esposizione che il paziente ha avuto. E' stata in primo piano nella problematica dei danni da "uranio impoverito" nelle zone militari dimostrando una stretta connessione tra l'inquinamento bellico e le morti per tumore nelle aree limitrofe.


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