30 novembre 2022
ore 12:30
di Lorenzo Badellino
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56 secondi
 Per tutti

Un gruppo di scienziati francesi dell'Università di Aix-Marseille ha isolato un virus risalente a 48500 anni fa, congelato nel permafrost della Siberia. L'agente infettivo, un virus gigante della famiglia Pandoravirus, è stato estratto a 16 metri di profondità nel fondale di un lago della Jacutia e risulta mille volte più grande del classico virus dell'influenza. Si tratterebbe del virus più antico mai risvegliato, ancora in grado di infettare e replicarsi, anche se per l'uomo, per gli animali e per le piante risulta del tutto innocuo.

Il team di scienziati francesi ha cercato deliberatamente soltanto virus che interessano le amebe, organismi unicellulari che mutano continuamente forma, aggiungendo il permafrost raccolto a colture di amebe in laboratorio, constatando attraverso il microscopio l'infezione.

La ricerca è però la prova che altri patogeni pericolosi per piante e animali che ancora si trovano naturalmente conservati nel permafrost potrebbero tornare in vita con la fusione dei ghiacci, notevolmente accelerata negli ultimi decenni a causa del riscaldamento globale. Sembrerebbe però impossibile che tali virus siano in grado di innescare una pandemia.


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