23 febbraio 2021
ore 7:40
di Carlo Migliore
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 Per tutti

Se è già accaduto naturalmente, è realizzabile... Fu questo probabilmente il pensiero che alimentò nel 1927 l'idea di un colossale progetto di geoingegneria mirato a chiudere lo Stretto di Gibilterra ed isolare di fatto il Mar Mediterraneo dall'Oceano Atlantico. Atlantropa venne in mente ad un ingegnere tedesco, Herman Sörgel quando studiando geologia venne a conoscenza di un evento accaduto molti milioni di anni fa (7-8 milioni) nel periodo Messiniano noto come "Crisi di salinità del Mediterraneo". In quel periodo lo stretto di Gibilterra si chiuse provocando il prosciugamento di gran parte del bacino Mediterraneo con l'emersione di centinaia di migliaia di chilometri quadrati di nuove terre.

A spingere per la realizzazione del progetto fu senza dubbio l'ambizione di poter disporre di nuove terre da coltivare e contemporaneamente ottenere quantità enormi di energia da una centrale idroelettrica collegata alle dighe di sbarramento. Secondo i calcoli sarebbero emersi tra 500mila e 600mila chilometri quadrati, circa una Spagna con eventuale Portogallo in più, in gran parte dall'emersione del Mare Adriatico.

Le dighe avrebbero potuto produrre la metà del consumo elettrico europeo del 1927, circa 110 GW. La costruzione sarebbe stata alta almeno 300 metri, con una fondazione larga 2,5 chilometri con un utilizzo di calcestruzzo immenso, quasi tutto il calcestruzzo del mondo all'epoca. Avrebbe impegnato 200mila uomini per 10 anni su quattro turni continui.

Ma la folle visione espansionistica, tipica anche di quel periodo storico, non teneva debitamente in conto degli enormi problemi di realizzazione oltre che di una serie di effetti collaterali insormontabili, primo fra tutte il crollo dell'economia delle città portuali che si sarebbero trovate lontane dal mare che si ritirava, l'aumento estremo della salinità del Mediterraneo con conseguenze catastrofiche su tutto l'ecosistema e la deposizione sulle coste che avanzavano di immense quantità di sali minerali. Anche la circolazione termoalina dell'Atlantico avrebbe potuto risentirne con una potenziale interruzione della Corrente del Golfo.

Ancora oggi Atlantropa a quasi 100 anni di distanza, è fonte di dibattito riguardo alla sua fattibilità. 


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