Redazione 3BMeteo
9 aprile 2020
ore 21:00
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 Per tutti
Clima e Coronavirus
Clima e Coronavirus

Con l'esplosione della pandemia da Coronavirus in molti si sono chiesti quali prospettive si apriranno passata l'emergenza e quali affinità ci possano essere con il cambiamento climatico che il nostro Pianeta sta vivendo. Riguardo quest'ultimo punto le risposte sono molteplici e sarebbe azzardato affermare con certezza l'esistenza di una correlazione. Resta il fatto che, al di là dei parallelismi, potremmo trovarci di fronte ad una scelta drastica sulle modalità da adottare per impostare il nostro futuro.

Facendo un passo indietro risalta subito una differenza netta tra le due materie in questione. Se da una parte i cambiamenti climatici sono un problema che ci portiamo dietro da molto tempo, con la loro portata che assume importanza in modo lento e progressivo, il Covid-19 è esploso di colpo in Cina alla fine del 2019 e in pochi mesi si è espanso in praticamente tutto il mondo.

D'altro canto possiamo anche trovare una correlazione altrettanto immediata. Il lockdown ha imposto imponenti restrizioni alle libertà personali, ai nostri spostamenti e di conseguenza al traffico. Nel breve termine ne è conseguita anche una diminuzione delle sostanze inquinanti nell'atmosfera, dapprima in Cina, poi anche in Italia e così via in tutti i paesi che hanno adottato tali misure.

Ma volgendo lo sguardo ad un periodo di tempo più lungo è ipotizzabile che per far ripartire il motore dell'economia e recuperare nel più breve tempo possibile sarà necessario mettere da parte i vincoli adottati per per limitare la crescita della temperatura media del Pianeta. Sono già in prima linea paesi come Cina, Canada, Polonia, Repubblica Ceca, pronti chi a costruire nuove centrali a carbone, chi a rilanciare le proprie industrie petrolifere e del gas o ad abbandonare il piano economico europeo, il Green New Deal, finalizzato ad azzerare le emissioni nette entro il 2050, una volta terminata l'emergenza sanitaria.

Al contrario altri paesi, come il Belgio, sembrerebbero disposti ad orientarsi verso una ripresa più eco-sostenibile. Francois Gemenne, ricercatore dell'Università di Liegi e membro dell'IPCC, sostiene che: 'Il riscaldamento globale non è una crisi, ma una trasformazione irreversibile. Non ci sarà alcun ritorno alla normalità. Non esiste un vaccino contro i cambiamenti climatici. Ci vorranno misure strutturali, che impongono una reale trasformazione della società e dell'economia'.

Insomma, un mondo diviso ancora in piena emergenza Coronavirus, in cui coesistono contemporaneamente  sia coloro che sono pronti a sfruttare l'emergenza per rilanciarsi in modo sostenibile, sia coloro che vedono come unica soluzione quella del tornare al più presto al 'business as usual', dove l'economia è il fattore predominante.


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