6 maggio 2020
ore 20:00
di Carlo Migliore
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1 minuto, 37 secondi
 Per tutti

La fine del lockdown e la ripresa delle attività a partire dal 4 maggio hanno sollevato non pochi dubbi su cosa fare e come comportarsi riguardo l'infezione da coronavirus, in allentamento ma purtroppo ancora presente sul nostro territorio. Tra le domande più frequenti in vista dei primi caldi e dei primi bagni è sicuramente relativa alla possibilità di contrarre l'infezione al mare o in piscina. Se infatti sul bagnasciuga basterà mantenere una ragionevole distanza di sicurezza, una volta entrati in acqua che rischi correremo?

Una risposta sulla eventuale presenza e resistenza del virus in acqua salata o acqua dolce di piscina ci viene data da Ennio Tasciotti, direttore del Centro di Medicina rigenerativa e nanotecnologie a Houston, intervistato in videoconferenza dal sindaco di Latina Damiano Coletta. Alla domanda sulla diffusione del virus, l'esperto ha risposto cosi: "E' un virus respiratorio, la principale forma di contagio è attraverso le goccioline di saliva trasmesse quando respiriamo, parliamo o starnutiamo. In tutti questi casi la quantità è minima, ma dipende da quanto virus si potrebbe accumulare in ambienti affollati o dove c'è poco ricircolo d'aria: quante più dosi entrano nel nostro corpo tanto minore è la capacità difensiva dell'organismo. Attenzione invece alla superfici non organiche, dove può accumularsi per giorni". Un messaggio rassicurante arriva però per l'estate: "Per quanto riguarda le piscine la presenza del cloro inibisce la presenza del virus, mentre in mare il sale diminuisce la capacità infettiva, ma bisogna prestare attenzione agli assembramenti".

Quindi ricapitolando, saremo più che sicuri in piscina in quanto il cloro presente nell'acqua uccide il virus mentre il sale pur essendo un disinfettante e un antibatterico naturale, ne riduce la presenza ma non lo elimina del tutto quindi in mare occorrerà prestare un po' di attenzione a mantenere un minimo di distanza di sicurezza.


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