17 novembre 2019
ore 12:07
di Carlo Migliore
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 Per tutti

Situazione: L'intensa ondata di maltempo che ha colpito l'Italia nelle ultime ore ha ulteriormente aggravato le condizioni di criticità che si erano avute sulle Alpi per le abbondantissime nevicate dei giorni scorsi. Dopo una temporanea pausa nella giornata di sabato la neve è tornata a cadere copiosa in questa giornata di domenica con accumuli davvero sbalorditivi ma le emergenze sono di varia natura. In parte dell'Alto Adige dove le temperature sono rimaste basse, le nevicate sono cadute fino a quote relativamente basse con fiocchi anche a Bolzano e Merano e accumuli freschi superiori al metro alla quota di 1500m, oltre mezzo metro fresco caduto a Madonna di Campiglio. Qui restano quindi le emergenze legate agli accumuli di neve fresca e umida con strade chiuse per alberi caduti e black out. La ferrovia del Brennero è stata riaperta ma  restano ancora una quarantina di strade chiuse e 11 mila famiglie sono ancora senza corrente. Sono isolate la Val Badia, la Val Senales, Valle dei Molini e la Val di Tures. La statale della Val Pusteria è bloccata da Prato Drava, la statale della Val di Fiemme da Fontane Fredde. Praticamente tutte le strade secondarie non sono attualmente percorribili. Chiusi il Passo Pordoi e il Passo Sella dalla fine del centro abitato di Canazei, Passo Costalunga e passo Lavazé chiusi sul lato della provincia di Bolzano entrambi raggiungibili dal territorio trentino. Gravi i problemi alla viabilità su tutto il territorio.

Situazione di emergenza anche nella provincia di Belluno ma soprattutto per la pioggia dai fondo valle fino alle quote più elevate, 1800-2000m a causa di un repentino rialzo dello zero termico causato dai venti di scirocco. Rovesci e temporali si stanno alternando da ore su tutto il territorio e si registrano in diverse zone frane e smottamenti. Torna l'emergenza a Schiucaz, la frazione è sott'acqua, con massi che sono caduti dalla frana che sovrasta l'abitato. Gli abitanti sono stati evacuati. Per slavine e alberi sulla strada è chiusa la strada provinciale 244 della Val Badia Passo Campolongo da Arabba al passo esclusi i mezzi di soccorso; chiusa anche la 347 da Fornesighe a Passo Cibiana. Restano chiusi il passo Valles, dall'inizio fino al confine con Trento; il passo San Pellegrino; il Falzarego da Pocol al passo; il passo di Valparola dal Falzarego al confine con Bolzano; il passo Pordoi; il passo Giau da Pocol a Posalf; il passo Fedaia da Capanna Bill al confine. Chiuse anche le strade sp 5 di Lamosano verso Schiucaz, la Val Fiorentina, la sp 619 di Vigo di Cadore da Antoia al confine con Udine. Il forte vento in quota il peso della neve stanno facendo cadere alberi un po' dappertutto. La frazione di Contrin a Livinallongo, dove vivono dieci persone, è isolata di nuovo a causa di frane e di piante cadute. La frazione era già stata isolata venerdì poi liberata sabato con il grande lavoro di volontari e vigili del fuoco. Senza luce Formegan di Santa Giustina e Cugnan di Ponte nelle Alpi. Alberi caduti anche nella zona di Selva di Cadore, dove manca in alcuni luoghi l'elettricità e sono difficili le comunicazioni. A Selva stanno per raggiungere le antenne sul Fertazza, fuori uso per fulmini, per poter attaccare i gruppi elettrogeni e ripristinare i collegamenti. Problemi nella zona dell'Alpago sulla strada per Valdenogher, sempre per alberi caduti. Il rialzo della quota neve dai 1000 ai 1800 metri ha inoltre accentuato enormemente il pericolo valanghe. In tutta la parte alta della provincia pericolo di valanghe di grado 4, sulle Prealpi di grado 3. Lo spessore della neve oltre i duemila metri supera il metro e arriva a due metri a 3000 metri sul Piz Boè. Ovunque sono stati osservati distacchi anche di grandi dimensioni in quota. Una grossa valanga di neve e roccia ha interessato l'area di Martello nell'omonima valle in Alto Adige. Qui il video della valanga che avanza


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