9 settembre 2020
ore 18:30
di Lorenzo Badellino
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1 minuto, 21 secondi
 Per tutti
Incendi in California in un'immagine di archivio
Incendi in California in un'immagine di archivio

Continua a bruciare una buona porzione degli stati occidentali degli USA, tra cui  Utah, Nevada, Arizona, Idaho, Oregon, Washington, Wyoming, Montana. Ma la situazione peggiore è in California, dove la prolungata siccità insieme al clima secco e molto ventoso ha già mandato in fumo quasi 50 mila ettari di boschi. L'incendio più pericoloso è il Creek Fire, nella Sierra National Forest che , oltre ad essersi divorato i boschi, ha distrutto una sessantina di edifici e costretto migliaia di persone all'evacuazione.

Non tutti però hanno potuto abbandonare le proprie case, tanto che decine di persone sono ancora intrappolate e circondate dalle fiamme. Il fumo densissimo provocato dalle fiamme costringe a terra gli elicotteri e rallenta le operazioni di soccorso e di contenimento del fuoco. Spesso la causa principale dell'origine degli incendi sono i temporali secchi, ovvero fulmini senza pioggia che colpiscono gli alberi innescando le fiamme.

Nelle ultime 24 ore però qualcosa sta cambiando dal punto di vista meteorologico, anche drasticamente. Una massiccia irruzione fredda canadese sta attivando una forte instabilità sugli stati occidentali, con forti precipitazioni e un brusco abbassamento delle temperature. La situazione si è letteralmente capovolta su stati come Montana e Wyoming, piombati praticamente in inverno in poco più di un giorno.

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