Redazione 3BMeteo
27 dicembre 2018
ore 12:27
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 Per tutti

Nel Dicembre 1996 il Buran raggiungeva 'Italia, dilagando dapprima al Centornord, poi anche al Sud. Ecco le tappe

Gelo in marcia verso l'Europa centrale
 - L'aria fredda che nei giorni precedenti si era depositata sulle pianure dell'Europa orientale cominciò a mettersi in cammino verso ovest, raggiungendo prima la Germania e l'Austria, poi la Francia, zone su cui ben presto cominciano a cadere i primi fiocchi di neve. 

Depressione sulla Spagna, maltempo al centro-Sud - Contemporaneamente l'abbassamento di latitudine dell'anticiclone freddo favorì lo spostamento verso sud-est della depressione che nei giorni precedenti era ferma sulla Spagna, portando un'accentuazione del maltempo al Centro-Sud, prima sul Tirreno, poi sull'Adriatico. Le temperature, seppur lievemente, cominciano a scendere anche sull'Italia, con la neve che imbiancò l'Appennino settentrionale fino a 1000m. 

Gelo sull'Europa, neve in pianura sul Medio Adriatico - Ma è tra il 26 e il 28 dicembre che l'alta pressione russa prese vigore, conquistando tutta l'Europa, con valori pressori prossimi ai 1045 hPa. L'aria fredda invase tutto il vecchio Continente, a partire dalle nazioni orientali, i termometri anche sull'Italia scesero bruscamente ad iniziare dal Triveneto dal pomeriggio del 26 dicembre. Il 27 dicembre tre quarti dell'Italia fu sotto zero, ma mentre al nord i cieli furono sereni e tersi, sul medio Adriatico ed al sud la neve scese copiosa fin sulle coste, con qualche breve apparizione anche sul versante tirrenico. Sulle interne adriatiche il manto bianco arrivò a superare anche il metro in collina. 

Aria gelida pellicolare: giornata di ghiaccio al Nord - Al nord si toccarono al mattino i -15° in pianura padana, mentre di giorno difficilmente i termometri riuscirono a superare la soglia degli 0°. Da notare come l'aria fu particolarmente fredda alle quote medio-basse dell'atmosfera (tra il suolo e i 2000mt di quota), mentre in alta quota i valori non presentino nessuna eccezionalità: a 500 hPa (5400m circa) del 27 dicembre si sfiorarono solo i -30°. Pensate che nell'85 si toccarono persino i -42°, nel 2001 i -40° (con l'irruzione siberiana del 13 dicembre). E tutto è spiegato con il fatto che la caratteristica dell'aria fredda continentale siberiana è proprio quella di essere particolarmente fredda negli strati medio-bassi, provenendo da zone pianeggianti in cui il freddo si accumula giorno dopo giorno proprio in pianura, a causa della compressione dell'aria esercitata dalla pressione eccezionalmente elevata. 

Perturbazione in arrivo dalla Spagna, neve su tutto il Nord - Tra il 28 e il 29 dicembre l'ondata di freddo raggiunse la sua massima intensità, con valori di temperature di -13° a 1500 m sull'estremo nordest, ma con un'isoterma di -9° che sfiora anche il Lazio. Contemporaneamente sull'Europa occidentale cominciò a formarsi una nuova saccatura atlantica, che nei giorni successivi avanzò verso l'Italia. Tra il 29 e il 31 dicembre lasaccatura sulla Spagna avanzò verso l'Italia, preceduta da correnti temperate e umide mediterranee che scorrendo sul cuscinetto di aria fredda preesistente determinano la genesi di un fronte caldo, apportatore di nevicate su tutte le pianure del Nord e in una prima fase anche sulla Toscana. 

Neve a Capodanno sulla Val Padana - Ma sarà con l'arrivo del fronte freddo del 31 dicembre che la pianura padana si ritrovò sotto 30/40cm di manto bianco al risveglio dell'anno nuovo. Una notte che molti di voi si ricorderanno certamente. Al centro-sud invece l'aria calda ha ormai scalzato quella fredda e la precipitazioni, anche sotto forma di rovescio o temporale, risultano piovose fino a quote medie.

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