26 ottobre 2012
ore 11:10
di Manuel Mazzoleni
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 Per tutti
La terra continua a tremare al confine tra la Calabria e la Basilicata, nello specifico nella zona del Pollino. Una violenta scossa di magnitudo 5 è stata registrata stamani alle 01,05 alla profondità di 6,3 km tra i comuni di ROTONDA (PZ), LAINO BORGO (CS), LAINO CASTELLO (CS), MORMANNO (CS). Scossa che è stata avvertita in molte regioni del Sud Italia ed alla quale hanno fatto seguito diverse scosse di assestamento, al momento già 80 di cui una di 3.3 alle 1:16, una di 2.9 alle 4:25 e una di 2.9 alle 4:40.

DANNI- Il sisma ha provocato molto panico tra le persone, ma al momento alle strutture centrali di sicurezza non sono giunte segnalazioni di feriti; le verifiche tuttavia sono ancora in corso. In alcuni comuni della zona interessata molte persone hanno deciso di proseguire la notte fuori dalle case. A Mormanno (Cosenza), ci sono stati crolli e danni all'ospedale: e' stato evacuato interamente. I degenti, 36 in tutto, si trovano ora al di fuori della struttura e per 14 di loro le autorità locali hanno chiesto la ricollocazione in altri nosocomi. Per lo spavento provocato dal terremoto un uomo di 84 anni è morto per infarto a Scalea. Una casa di riposo per anziani e' stata sgomberata a Laino Borgo (Cosenza) per disposizione del sindaco a causa delle lesioni provocate alla struttura dal forte terremoto. Gli anziani vengono adesso trasferiti in altre strutture della zona  

Non si tratta di un episodio isolato ma ben si di uno sciame sismico che si protrae ormai da parecchio tempo. In un solo mese la sequenza in atto nell’area del Pollino ha avuto un’intensa attività sismica con oltre 400 eventi dei quali 6 con magnitudo maggiore o uguale a 3.0. L’evento di magnitudo più elevata, dopo quella di stanotte,  è stato registrato il 14 settembre alle ore 05.50 con ML 3.7 mentre il 1 ottobre si è verificato alle 22.28 un evento di ML 3.6.

L’area del Pollino, che si trova tra la Basilicata e la Calabria, è stata interessata negli ultimi due anni da una sequenza sismica caratterizzata da periodi di attività frequente intervallati da periodi di relativa calma.
I dati registrati in questi ultimi due anni e, in particolare, quelli ottenuti anche grazie all’implementazione della rete di monitoraggio sono stati analizzati con procedure di localizzazione più raffinate e complesse di quelle che vengono utilizzate normalmente per il servizio di sorveglianza. Gli ipocentri, determinati con ottima precisione, risultano essere localizzati principalmente tra 2 e 10 km di profondità e formano due raggruppamenti distinti di sismicità. Quello occidentale, dove è avvenuta la maggior parte delle scosse, delinea una faglia in direzione Nord Nord Ovest-Sud Sud Est che si immerge verso il mar Tirreno. Il raggruppamento di sismicità orientale non identifica chiaramente una faglia né sulla mappa né in sezione trasversale.  

Dal punto di vista storico, grazie al Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, sappiamo che il Pollino e l’intera zona di confine tra Calabria e Basilicata nel passato non hanno avuto terremoti distruttivi (con magnitudo Mw superiore a 6). Infatti, per quest’area ci sono notizie relative a terremoti di energia moderata: il terremoto del 1693 di magnitudo pari a 5.7, quello del 1708 con magnitudo stimata 5.5 e l’evento del 1998 di magnitudo pari a 5.6. Questi eventi non hanno prodotto effetti di danneggiamento superiori al grado VIII-IX della Scala Mercalli MCS.

Di contro, studi paleosismologici, che studiano i terremoti molto antichi, hanno trovato prove significative dell’esistenza di importanti faglie sismogenetiche nella zona, dove sismogenetiche vuol dire che possono generare terremoti. Inoltre, la sismicità più recente nella regione è caratterizzata dalla presenza di sequenze sismiche; una delle più significative negli ultimi decenni è quella della Valle del Mercure, caratterizzata dall’evento sismico di magnitudo Mw 5.6 avvenuto il 9 settembre 1998.

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