8 marzo 2018
ore 10:27
di Manuel Mazzoleni
 Per tutti

I vortici ai poli di Giove - NASA
I vortici ai poli di Giove - NASA

Vortice tempestosi che possono contenere tutta la nostra Terra e venti a oltre 300 km/h che si spingono sino a 3.000 chilometri di profondità. È quello che la sonda Juno ha scoperto dell'atmosfera di Giove, grazie anche all'ausilio di due strumenti costruiti in Italia. Secondo quanto riportato in quattro recenti studi pubblicati su Nature, la sonda Juno è stata la prima a sorvolare e fotografare i Poli del pianeta mostrando agli scienziati una serie di vortici che staziona in quelle zone del gigante gassoso. Le immagini mostrano la presenza di due giganteschi cicloni, sia al Polo Nord che al Polo Sud, attorno ai quali stazionano altri più piccoli quasi in una configurazione regolare. Per la precisione sono otto al polo nord e cinque al polo sud. Secondo i calcoli degli scienziati il loro diametro arriva a 6.000 chilometri, abbastanza per poter contenere tutta la Terra, con venti che spirano fino a 350 chilometri all'ora.

La configurazione regolare dei cicloni ricorda quello che la sonda Cassini scoprì sorvolando il polo Nord di Saturno. Tuttavia, precisano gli scienziati, la situazione su Giove è differente e ancora molto complessa da decifrare anche se i cluster ciclonici sono stazionari.

Resta ancora da capire cosa porti alla formazione di questi giganteschi vortici. Le sonde su Juno hanno permesso di misurare cosa succede sino a 50-60 km nell'atmosfera, mentre il radiometro a microonde ha permesso di capire studiare cosa succede sino a migliaia di chilometri sotto la coltre delle nubi. Sappiamo che Giove non ha una superficie solida in grado di bloccare i venti che invece sono in grado di spingersi molto in profondità, anche sino a 3000 chilometri.Per giungere a questa conclusione gli scienziati hanno misurato come varia la gravità del pianeta, attraverso la pressione dei gas. A seconda di come varia la gravità nelle zone sorvolate indirettamente sono stati in grado di capire quanto gas in movimento c'è sotto. Più profondi sono i venti, maggiori sono le masse atmosferiche messe in movimento e maggiore è la variazione di gravità generata.

Le misurazioni sono state effettuate da Kat, uno strumento realizzato da Thales Alenia space Italia e finanziato dall'Agenzia spaziale italiana. Un gioiello di tecnologia con una precisione di un centesimo di millimetro al metro. Cento volte in meno della velocità di una lumaca. E fa tutto da 800 milioni di chilometri di distanza.

Si è visto infatti che sotto i 3.000 chilometri tutto ruota alla stessa velocità, non ci sono più venti e Giove comincia a ruotare in maniera uniforme.

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