25 giugno 2010
ore 11:30
di Francesco Nucera
 Per tutti
Giugno 2007, caldo feroce al Sud
Giugno 2007, caldo feroce al Sud
Tra il 15 e il 26 del Giugno 2007 la nostra Penisola, specie quella meridionale, venne interessata da una forte ondata di calore , tra le più intense del mese di Giugno tanto che caddero alcuni record storici di temperatura. Tra i valori di temperatura più alti si ricordano i +47°C di Amendola, i +45° di Bari, i +44° di Catania, Palermo e Lecce, i +43° di Messina, registrati proprio il 25 Giugno del 2007. Anche in quota la situazione non fu da meno con i +37° raggiunti a Prizzi. Come sempre, la causa è da attribuirsi all'alta pressione africana, alimentata da aria molto calda, che ribaltava un iniziale trend termico contrassegnato da una prima parte del mese piuttosto fresco. L'anticiclone africano è sempre sinonimo di condizioni meteorologiche molto calde nel periodo estivo. Negli ultimi 30 anni, il suo 'ruggito' è divenuto una delle caratteristiche del tempo sul Mediterraneo. La particolarità è rappresentata non sono dalla sua ricorrenza ma anche dal fatto che a volte può determinare temperature 'estreme'. Questi eventi sono stati osservati anche nel semestre invernale associati a siccità, mancanza di precipitazioni sia delle piogge che delle nevi. E' inoltre documentato il fatto che le ondate di calore hanno un impatto negativo sulla salute della popolazione. La loro frequenza può infatti comportare gravi rischi per la salute delle persone molto anziane o 'suscettibili' a questi fenomeni (Haines et al, 2006, Morabito et al 2005). Ma ripercussioni sono evidenti anche sull'ambiente circostante con un aumento dell'aridità del suolo e del processo di combustione (Colacino) avviato attraverso la piaga degli incendi, in gran parte di origine dolosa. Per ondata di calore si intende un periodo in cui la temperatura supera di almeno 5°C la temperatura media stagionale. Se volessimo essere rigorosamente più precisi, la temperatura deve essere oltre il 90° percentile della media stagionale e persistere per almeno 3-5 giorni. A seconda della loro durata, è possibile classificarle in ondate di calore di breve o lunga durata. Utilizziamo la definizione data da Colacino e dal compianto Michele Conte (1998), per differenziarle.L'ondata di calore di 'breve durata' si intende un periodo in cui la temperatura supera i valori stagionali per almeno 5 giorni. Sono causate dallo spostamento verso le alte latitudini del Getto Subtropicale, che alimenta il campo di alte pressioni sul bacino del Mediterraneo centrale. Infatti, i moti discendenti generati dal getto determinano una compressione dell'aria nei bassi strati ed un generale riscaldamento. In quelle di 'lunga durata', invece, le temperature elevate durano per tempi attorno i 7 giorni o anche più. In questo caso, il riscaldamento è causato dal trasporto di aria molto calda direttamente dal Sahara. A volte si possono poi anche associare gli effetti di subsidenza del Getto Subtropicale. Gli anticicloni africani e le ondate di calore, stanno divenendo una caratteristica molto familiare sul bacino del Mediterraneo (Conte, Colacino, 1995). La loro posizione dipende infatti dal gradiente di temperatura nello strato medio-alto troposferico (tra 3000 e 9000 metri circa). Quando questa differenza aumenta, come accade ad esempio nei mesi invernali, gli anticicloni migrano verso sud e viceversa.
Articoli correlati

Scarica la nostra app ufficiale!

Commenti