13 agosto 2019
ore 12:28
di Edoardo Ferrara
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 Per tutti

INCIDENTE NUCLEARE PER TEST MISSILISTICO IN RUSSIA, A GIORNI DI DISTANZA TIMORI PER LE RADIAZIONI - A quattro giorni dall'esplosione nucleare vicino alla città russa di Severodvinsk, sul Mar Bianco, il numero dei morti è salito ad almeno 5. Il timore è anche per le radiazioni sprigionate da questo incidente, avvenuto durante un test missilistico finito molto male. 

Rosatom ha spiegato che molte persone erano state scaraventate in mare a seguito della deflagrazione: «Il propellente del missile ha preso fuoco e successivamente è esploso, provocando un'onda d'urto che ha gettato in mare diversi nostri specialisti: le ricerche sono continuate fino a quando non si è esaurita la speranza di trovare i sopravvissuti». Le fonti ufficiali, tra cui quelle di Mosca, parlando di un incidente avvenuto durante test su un motore missilistico, ma ufficiosamente sembra che i test fossero effettuati su nuovi missili nucleari, ipotesi avanzata anche dagli USA. 

Le spiegazioni indotte dalle istituzioni rimangono vaghe e in alcuni casi contrastanti, tanto che non risultano pienamente convincenti. Il nodo cruciale e oscuro rimane quello della possibile contaminazione dalle radiazioni su tutta l'area. La versione ufficiale rimane ancora quella di due giorni fa del ministero della Difesa, secondo la quale le emissioni radioattive non hanno avuto variazioni significative. Ma a questa credono in pochi, per primi alcune fonti a Severodvinsk, per cui l'alterazione dell'intensità c'è stata, anche se non sono in grado di quantificarla. Ad ogni modo il panico si è diffuso tra la popolazione di Severodvinsk e in tutto l'hinterland, che conta oltre 180 mila abitanti, con le farmacie prese d'assalto da farmaci a base di iodio, che dovrebbero proteggere o quantomeno limitare gli effetti delle radiazioni, specie per quanto riguarda la tiroide. Panico e informazioni confuse che testimoniano come in realtà la guerra fredda potrebbe non essere finita. Alcune fonti parlano di contaminazione anche delle acque del Mar Baltico, non confermate.

Adesso tutta l'attenzione è rivolta a quella che viene chiamata «Chernobyl na lidu», la Chernobyl sul ghiaccio. Si tratta della prima centrale nucleare galleggiante che l'estate prossima partirà per un viaggio lungo 5.000 chilometri. L'obiettivo è quello di fornire energia nelle zone più remote, contestualmente sfruttando le nuove rotte che la fusione dei ghiacci sta permettendo, anche dal punto di vista commerciale. 

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