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Le brezze di mare: vere e proprie miccie per la convezione

Pubblicato da
in data
17/08/2012 - 10:30
2 min. di lettura
Livello - Per tutti
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Durante le fasi anticicloniche, garanti di giornate calde e soleggiate, il sole riesce a scaldare la terra ferma anche di 10°C mentre non riesce a fare altrettanto con il mare, la cui superficie viene riscaldata solo di un paio di gradi. Per questo motivo, sulla terra ferma si viene a creare una locale area di bassa pressione dovuta al sollevamento dell'aria calda, che non farà altro che attirare verso di se l'aria più fresca ed umida proveniente dal mare per effetto della differenza barica venutasi a creare. Tali venti definiti Brezze di Mare tendono ad intensificarsi nelle ore centrali del giorno, quando il dislivello barico è maggiore.
Nelle ore notturne - il processo continua ma si inverte perché il terreno tende a perdere il calore accumulato durante la giornata, molto più velocemente rispetto al mare che quindi rimane più caldo. Si genera pertanto un vento contrario, detto Brezza di Terra che dall'entroterra soffia verso il mare e che raggiunge il suo massimo nelle ore centrali della notte.
La convergenza tra Brezza Ionica ed Adriatica – Esistono alcuni casi particolari come quello della medio-bassa Puglia sulla quale l'incontro tra la brezza adriatica, che ha direzione N-NE e quella Ionica che ha direzione W-SW fa da vera e propria “miccia” all'attivazione della convezione pomeridiana e alla formazione di nubi cumuliformi ad evoluzione diurna.
31 Agosto 2011, forti temporali sul Salento: le cause scatenanti – Partiamo subito con l'indicare come tutto il settore abbia risentito di un discreto accumulo di calore ed umidità al suolo, vista anche la persistenza dell'alta pressione con cieli in gran parte soleggiati nei giorni precedenti. Il tutto viene testimoniato anche dall'indice d'instabilità CAPE (Convective Available Potential Energy) che si attestò a 2000 J/Kg su una scala da 0 a 2500. A tutto ciò va aggiunto il flusso occidentale fresco in quota ed anche la convergenza di brezze marine (Adriatica e Ionica), le quali hanno esaltato l'attività convettiva pomeridiana e amplificato l'apporto di aria umida nei bassi strati. Ne conseguì la formazione di un intenso nucleo temporalesco sulla provincia di Lecce, che nel primo pomeriggio scatenò intensi nubifragi ed anche la formazione di un tornado nelle vicinanze del comune di Sternatia (Le).
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