25 luglio 2019
ore 12:39
di Daniele Berlusconi
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 Per tutti

Il Tour de France 2019 si appresta ad entrare nel vivo con tre tappe durissime sulle Alpi francesi al confine con l'Italia, che decideranno la Grande Boucle. Si parte giovedì 25 Luglio con la lunghissima (208 Km) Embrun - Valloire e la scalata di due salite mitiche come l'Izoard e il Galibier. Si prosegue venerdì 26 Luglio con la Saint Jeans de Maurienne - Tignes che prevede cinque Gran Premi della montagna tra cui il Col de l'Iseran a ben 2770 m. E infine sabato 27 si conclude il trittico con la Albertville- Val Thorens, dove è posto l'ultimo traguardo in salita prima della passerella finale di Parigi. 

Proprio la tappa di giovedì 25 Luglio sarà caratterizzata dall'apice dell'ondata di caldo africano che sta attanagliando la Francia e buona parte dell'Europa occidentale con temperature che sulle pianure interne potranno sfiorare se non addirittura superare i 40°C (anche a Parigi). Anche sui fondovalle alpini sono infatti previste punte di 35°C, mentre in quota il clima sarà decisamente più vivibile anche per la possibilità di temporali da metà pomeriggio. Già diversi corridori nelle giornate precedenti si sono lamentati per il troppo caldo patito in gara, in particolare Peter Sagan, che ieri ha chiesto al sindacato mondiale corridori (Cpa) di fare qualcosa per proteggerli in caso di caldo estremo.

Che il Tour si corra con un clima particolare rispetto alle altre corse a tappe, come il Giro o la Vuelta, è un dato di fatto. Giornata torride o molto calde hanno sempre caratterizzato la Corsa anche in passato nel cuore dell'Estate: basti ricordare il giorno della morte di Tom Simpson sul Mont Ventoux il 13 Luglio del 1967 o le imprese epiche di Coppi e Bartali nel primo dopoguerra. L'aumento delle temperature medie di questi ultimi anni è però diventato davvero importante, tanto che le ondate di caldo sono diventate sempre più frequenti e lunghe anche alle latitudini francesi, così come sono aumentate le punte estreme di temperatura (vedi il record assoluto di 46°C toccato a fine Giugno). Chissà se sarà un primo campanello d'allarme anche per il Tour: ovvero l'Unione Ciclistica internazionale (UCI) potrebbe davvero iniziare a considerare l'ipotesi di far disputare la Gara ciclistica più importante del Mondo in un altro periodo dell'anno per fare in modo che non sia troppo condizionata da condizioni climatiche estreme?

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