14 febbraio 2020
ore 10:43
di Carlo Migliore
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2 minuti, 36 secondi
 Per tutti

Il fatto che l'inverno sia stato avaro di freddo e di neve per buona parte dell'Europa (quasi tutta eccetto i settori sud orientali) e dall'altro lato dell'Oceano anche per buona parte degli States, non vuol dire che il gelo non ci sia stato nel nostro emisfero, solo più semplicemente non ci ha raggiunti. E non ci ha raggiunti a causa di un vortice polare estremamente energico che non ha consentito la formazione di onde planetarie accentuate capaci di scambi termici consistenti tra le nostre latitudini e il polo. Così abbiamo avuto troppo freddo alle latitudini polari e sub polari, pensate ai -50°C registrati in Canada o ai -60°C della Siberia e troppa mitezza alle altre latitudini, un valore fra tutti i +19°C dei fiordi Norvegesi meridionali a metà gennaio o i +27°C di Torino del 3 Febbraio seppur causati dal Favonio ma comunque un record.

Ora l'inverno si trova a 2/3 del suo percorso, entro poco più di un mese l'asse terrestre rivolgerà la sua inclinazione a 90° rispetto al sole e la luce e il calore cominceranno a raggiungere metà emisfero dal polo Nord al polo Sud caratterizzando quello che è noto a tutti come equinozio di Primavera. Nel contempo il vortice polare raggiunto da una maggiore radiazione solare potrebbe indebolirsi e iniziare a vacillare. Proprio come una trottola che poco prima di fermarsi attraversa una breve fase di convulsioni, allo stesso modo ondulazioni accentuate della corrente a getto potrebbero iniziare a rimescolare l'atmosfera scambiando aria fredda polare con l'aria molto mite delle basse latitudini. Di solito dopo un inverno normale questi scambi non metterebbero in comunicazione aria troppo fredda con aria troppo calda, ma in questo particolare inverno invece si. Il lago di aria gelida presente attorno al Polo potrebbe entrare in contatto con l'aria molto mite portata dagli anticicloni sub tropicali e il risultato potrebbe essere un clima estremo, caratterizzato da frequenti situazioni di maltempo anche accompagnato da ondate di freddo, gelo e neve tardive. Ne abbiamo già avuto un assaggio in questi giorni con la super tempesta Ciara. Al momento non ci è dato però di sapere se e come queste ondulazioni colpiranno. Occhi puntati quindi non tanto sulla seconda parte di febbraio ma soprattutto su Marzo e Aprile che potenzialmente potrebbero essere non il riscatto di un inverno mancato ma lo sberleffo di una stagione fredda mai arrivata in grado di creare non pochi problemi ad una Natura già pronta da un mese per la Primavera. 

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