22 settembre 2021
ore 15:40
di Francesco Nucera
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ozono totale sopra il polo Nord (fonte Nasa)
ozono totale sopra il polo Nord (fonte Nasa)

Per il secondo anno consecutivo il Polo Sud sperimenta un buco dell'ozono più grande del solito; e potrebbe ancora crescere nelle prossime settimane dal momento che il picco annuale è solitamente tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre. 

Questa situazione dipende dal vortice polare stratosferico che si presenta abbastanza forte e anche più freddo della media. Il freddo in stratosfera permette la formazione di nubi stratosferiche polari che contengono cristalli di ghiaccio. Quei cristalli influenzano la chimica atmosferica. Alla ripresa della luce solare, tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, avvengono delle reazioni che causano un impoverimento dell'ozono stratosferico a causa della presenza delle nubi stratosferiche polari. Quando il sole 'sorge' sopra il Polo, gli atomi di cloro e bromo chimicamente attivi vengono rilasciati nel vortice e distruggono rapidamente le molecole di ozono, causando lo sviluppo del buco.

Seppur questa situazione è dettata dal tipo di circolazione e dunque da una variabilità meteorologica interna c'è da dire che senza il protocollo di Montreal sulla riduzione dei CFC il buco sarebbe potuto esser più grande. L'ozono è un gas che nella stratosfera agisce come un 'filtro solare' per la vita sulla Terra. In quella regione infatti l'ozono protegge il nostro pianeta dalle radiazioni ultraviolette  


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