1 marzo 2021
ore 7:10
di Francesco Nucera
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 Per tutti


Un recentissimo lavoro apparso su Nature "Current Atlantic Meridional Overturning Circulation weakest in last millennium" fa riferimento che l'AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation) si è indebolita del 15% a partire dal 1950 e che questo indebolimento ( non blocco) è senza precedenti negli ultimi mille anni. L'AMOC è un modo in cui la circolazione oceanica distribuisce il calore. Gran parte del calore viene ridistribuito dall'atmosfera; il resto viene spostato più lentamente dagli oceani attraverso un sistema di correnti chiamato Global Ocean Conveyor Belt e che collega gli oceani del mondo, muovendosi in tutte le diverse direzioni orizzontalmente e verticalmente. La Corrente del Golfo lungo la costa orientale degli Stati Uniti è parte integrante di questo sistema noto come AMOC. Il calore trasportato fa si che le temperature dell'Europa centro settentrionale siano molto meno rigide rispetto a quelle del Nord America posizionate alla stessa latitudine.

La ricerca, attraverso l'uso dei proxies e dei modelli, evidenzia un declino costante con lo stato AMOC più debole dell'intera serie negli ultimi decenni. Questo risultato è statisticamente significativo in 9 delle 11 serie temporali. Si stima, secondo un altro precedente lavoro a cui si fa riferimento, che entro la fine del secolo la circolazione potrebbe rallentare dal 34% al 45% se il pianeta continuerà a riscaldarsi. 

Questo potrebbe avere effetti climatici ma anche sui pattern meteorologici portando a situazioni meteo più estreme; tuttavia si tratta di ipotesi.

Si ritiene che parte di questo rallentamento sia direttamente correlato al GLOBAL WARMING in quanto la fusione del ghiaccio va ad alterare l'equilibrio nelle acque settentrionali. Questo indebolimento è quello poi previsto dai modelli climatici come conseguenza del riscaldamento globale e che poi è responsabile di un raffreddamento del Nord Atlantico o Cold Blob

Ma come funziona? Le acque in arrivo dal Golfo del Messico, spostandosi verso nord, si fanno più fredde e salate, diventando perciò dense e pesanti. Sul Nord Atlantico e vicino alla Groenlandia diventano pesanti e si inabissano. Questa spinta verso il basso deve essere anche abbastanza intensa. Questo non fa altro che richiamare altra massa d'acqua calda superficiale verso l'Atlantico settentrionale secondo uno schema di nastri trasportatori. Nel corso degli ultimi anni la fusione del ghiaccio groenlandese è stata piuttosto intensa tanto da immettere dell'acqua dolce sul Nord Atlantico. La salinità di conseguenza è diminuita per cui anche l'inabissamento delle acque. Di contro si è andata così riducendo l'afflusso di acqua calda dal Golfo del Messico con conseguente raffreddamento della zona. Il Nord Atlantico tra Terranova e l'Irlanda è praticamente l'unica regione del mondo che è andata contro il global warming, raffreddandosi. C'è da dire che il raffreddamento in zona è frutto di un trend a lungo termine dovuta all'indebolimento dell'Amoc, del cambio di fase dell'AMV (Variabilità multidecadale Atlantica) ma anche della variabilità interannuale dal momento che risponde anche all'andamento della NAO, dunque al tipo di circolazione atmosferica presente in quel settore; una zonalità piu accentuata ( venti in quota da ovest verso esta) come è stata mediamente in questi ultimi anni induce un raffreddamento per aumento dei flussi di calore sensibile e latente.

Non tutte le ricerche vanno in questa direzione. Ad esempio in questo lavoro A 30-year reconstruction of the Atlantic meridional overturning circulation shows no decline  non viene evidenziato un indebolimento così marcato. C'è da dire che questa ricerca analizza un periodo di tempo più breve per cui non abile a verificare l'indebolimento su un periodo temporale più lungo.


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