21 marzo 2019
ore 15:30
di Lorenzo Badellino
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 Per tutti

E' passata quasi una settimana da quando la tempesta innescata dal ciclone Idai ha raggiunto il Mozambico e le conseguenze non sono ancora quantificabili con precisione. I diversi black out impediscono alle autorità di tracciare un bilancio attendibile e il numero delle vittime non può essere ancora ufficiale. Corpi senza vita continuano ad affiorare dalle acque del mare che li restituisce alla costa o dai fiumi ancora in piena. Si parla di centinaia di morti, che potrebbero essere anche un migliaio, provocati da quella che potrebbe essere una delle peggiori tempeste che si sono abbattute sull'Africa australe.

Molte persone sono morte per il cedimento di dighe che si sono ritrovate a dover contenere una quantità d'acqua troppo grande. Altri invasi potrebbero collassare da un momento all'altro facendo crescere ulteriormente il numero delle persone che hanno perso la vita. La situazione peggiore è nella città di Beira, la seconda città più grande del paese che conta 500 mila abitanti, la maggior parte senza elettricità o addirittura senza più un'abitazione e con un numero imprecisato di dispersi.

Idai non si è limitata soltanto al Mozambico, ma ha raggiunto anche i confinanti stati di Malawi e Zimbabwe con altrettanta violenza e provocando altre vittime. Ci vorrà tempo prima di poter fare un bilancio definitivo del passaggio del ciclone.

AGGIORNAMENTO GIOVEDI 21 MARZO ORE 09:40 - Continua ad aggravarsi il bilancio sugli stati orientali dell'Africa australe, colpiti da una delle tempeste più violente della storia climatica dell'area. Sono ormai circa 300 le vittime accertate, di cui 200 in Mozambico e 98 in Zimbabwe, ma mentre proseguono le operazioni di salvataggio, rimane ancora elevato il numero dei dispersi. "Ci sono persone che sono salite su alberi o tetti e da lì attendono i soccorsi" dichiara Caroline Haga, portavoce della Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa. Le operazioni sono molto difficoltose per l'estensione della catastrofe e per il numero di persone coinvolte: si sta dando priorità a bambini e donne.
Nei prossimi giorni, agli effetti immediati della tempesta, si aggiungeranno quelli secondari. Decine di migliaia di persone sono esposte al rischio di polmoniti e altre gravi patologie respiratorie essendo costrette a vivere da giorni in ripari di fortuna, circondati dalle acque e dal fango che hanno invaso interi villaggi. Ci vorranno molti giorni, forse 2-3 settimane, affinché le acque che hanno invaso l'entroterra si riversino nell'Oceano Indiano.
Mozambico e Zimbabwe sono sostanzialmente impreparati a questo genere di eventi: cicloni come Idai sono estremamente rari e i governi si concentrano su questioni più urgenti. 


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