28 gennaio 2021
ore 13:47
di Lorenzo Badellino
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 Per tutti
I fumi nella glaciale Jacuzia
I fumi nella glaciale Jacuzia

Fino a quest'estate la Jacuzia è stata colpita da alcuni dei peggiori incendi della storia, a seguito di periodo di clima estremamente caldo, secco e ventoso che ha permesso ai roghi di raggiungere le latitudini artiche. Alcuni di questi si sono spinti fino alle porte dell'insediamento urbano di Chersky, località di circa 3000 abitanti posta intorno al 70° parallelo nord. Nei suoi pressi si trova il Pleistocene Park, una base scientifica sperimentale abitata da scienziati che lavorano tutto l'anno. Seconda la testimonianza di Nikita Zimov, il direttore della base scientifica, l'ultima volta che incendi così devastanti si sono spinti fino a queste zone risale a 40 anni fa, negli anni '80.

Ora l'inverno è giunto nella sua fase culminante e da mesi il clima è glaciale con il paesaggio ricoperto di ghiaccio e neve e le temperature scendono ai valori minimi dell'anno, raggiungendo anche punte di -50°C per più giorni si seguito, tanto da risultare quello del 2020/2021 l'inverno più freddo dal 2006. Tale situazione climatica non è bastata però per mettere fine ai fumi che ancora riescono ad infiltrarsi tra gli strati di ghiaccio e neve, liberandosi nell'aria. Gli incendi dell'ultima stagione estiva sono stati così violenti da lasciare il segno anche in pieno gennaio.

Non si tratta però di fenomeni continui, ma di fumi che di tanto in tanto riescono ad affiorare a causa del terreno formato da lignite (secondo quanto sostengono alcuni cacciatori della zona) che evidentemente continua a bruciare. L'ultimo di questi è stato avvistato il 23 gennaio dal villaggio di Saydy, nel distretto di Tomponsky in Jakutia, circa 400 km a nordest della capitale della Repubblica, Jakutsk


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