17 febbraio 2019
ore 12:13
di Francesco Nucera
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 Per esperti

CLIMA - E' ufficialmente entrato El Nino! Il ritorno del fenomeno viene annunciato dalla NOAA. Nonostante El Nino fosse già presente sul Pacifico da gennaio per via delle anomalie delle acque sopra la media, anche la circolazione atmosferica è ora entrata in 'fase' con tale evento superficiale stante l'indebolimento degli alisei. Tuttavia l'evento, che dovrebbe proseguire per tutta la primavera con una probabilità del 55%, risulterebbe debole. Questo potrebbe significare che gli impatti a livello globale per il resto dell'inverno e per la prossima stagione sarebbero poco significativi soprattuto in posti più remoti.



Interessante notare come, nonostante l'entrata de El Nino, la piovosità sugli Stati Uniti occidentali risulti sopra la media. Questo deriva dalla variabilità sub stagionale climatica della Madden Julian Oscillation (è il movimento lungo la fascia equatoriale di un nucleo di precipitazioni anomale) che determina precipitazioni abbondanti attraverso un fiume di umidità in arrivo dal Pacifico. 

El Nino e gli uragani. Si stima che vi sia una probabilità del 45% che El Nino possa essere presente durante l'estate. Se fosse confermato questo potrebbe incidere sull'attività degli uragani Atlantici con una loro riduzione soprattutto in area caraibica.

Per l'Europa le conseguenze de El Nino non sono del tutto chiare visto che esso è un fenomeno del Pacifico. Sono i forti episodi de El Nino invece capaci di modificare la circolazione europea. Affermare invece che un El Nino debole non comporti estati caldissime in Europa è fuorviante dal momento che questa stagione risente piu' direttamente di altri fattori. 

Sono giornate di caldo anomalo sull'Europa occidentale, ne abbiamo parlato in questo approfondimento.

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