13 luglio 2019
ore 18:13
di Francesco Nucera
tempo di lettura
1 minuto, 28 secondi
 Per tutti

Una forte attività temporalesca, anche severa, ha interessato l'Europa meridionale negli ultimi giorni. La cronaca riporta i danni in Italia ma anche le vittime causate dai violenti fenomeni in Europa. Capita che nei periodi estivi, caratterizzati da improvvisi quanto decisi cambiamenti di temperatura al seguito di fronti freddi, possano verificarsi forti contrasti che generano nubi a forte sviluppo verticale, responsabili di temporali e grandinate.  In genere le grandinate di diametro 'largo' avvengono con le supercelle, ovvero il temporale più forte in natura, in un ambiente caratterizzato da alta instabilità verticale (elevato Cape, forte shear)

Il mese di giugno e  la prima settimana di luglio sono stati decisamente caldi per l'Europa. Secondo l'agenzia Copernicus, giugno sarebbe il più caldo ( tra i mesi di giugno) di sempre. Questa sorta di 'eredità' è carburante per i forti temporali.

Una ricerca del ESSL, dell' University Munich (LMU) e del German Aerospace Centre DLR  mostrerebbe come le condizioni meteo avverse con Cape elevato siano divenute più frequenti nel periodo 1979-2016 e che i casi di grandine maggiore di 2 cm di diametro siano più frequenti su Nord Italia e coste adriatiche, Romania, Sud Germania e Balcani.


Questa situazione di vedere un trend al rialzo dei fenomeni temporaleschi più intensi è probabilmente legata ad un aumento dell'umidità nei bassi strati che contribuirebbe ad un aumento dell'energia a disposizione in atmosfera (CAPE). Sul futuro la faccenda rimane ancora oggetto di dibattito scientifico dal momento che ad un mondo più caldo ci sarebbe ad esempio una diminuzione dello shear del vento, altro elemento importante che influisce sulla longevità del temporale, sulla grandine e sui tornado.

Segui @3BMeteo su Twitter


Articoli correlati