6 maggio 2021
ore 10:30
di Federico Brescia
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Fulminazioni: impatto purificatore nell'atmosfera. Foto: Laura Bianchi
Fulminazioni: impatto purificatore nell'atmosfera. Foto: Laura Bianchi

I FULMINI POTREBBERO PURIFICARE L'ARIA - L'ULTIMA SORPRENDENTE RICERCA - Grazie agli "aerei cacciatori di tempeste della NASA" è stato possibile rilevare ed analizzare una elevata mole di dati sulle attività elettriche durante i temporali. Questi aerei vengono inviati all'interno di celle temporalesche e non solo, anche uragani, con l'intento di rilevare dati e particolarità sempre più dettagliate. 


Secondo una interessante ricerca pubblicata su Nature e sul Journal of Geophysical Research: Atmospheres (https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/2021JD034557), i fulmini possono agire da purificatori dell'aria all'interno dell'atmosfera. Più nello specifico, le scariche elettriche temporalesche produrrebbero alti livelli di ossidanti in grado di assorbire e/o neutralizzare vari inquinanti e gas serra come il metano e il monossido di carbonio.


Fino a poco tempo fa si trattava solo di una ipotesi, oggi con analisi sempre più raffinate su una quantità di statistiche più rilevanti, questa ipotesi potrebbe diventare presto una certezza; ma c'è ancora strada da fare. La succitata ricerca pone le basi sulle analisi di una moltitudine di dati effettuati dall'incudine temporalesca (parte alta della nube temporalesca) sui cieli del Colorado e Oklahoma. Si stima che tra il 2-16% dell'ossidazione atmosferica globale possa essere causata da temporali. I ricercatori tuttavia sottolineano cautelativamente come il dataset sia affetta da segnali che vanno ancora statisticamente elaborati, ma che va anche ampliato per avere un risultato statisticamente rilevante: i dati infatti al momento provengono da una piccola parte del mondo in un periodo di tempo limitato.


L'obiettivo, ora è quello di effettuare misurazioni anche in altri parti del Pianeta, dove i temporali possono presentarsi in forme e dinamiche diverse. Da non sottovalutare, infine, anche il fattore "riscaldamento globale" che causerebbe una maggiore presenza di temporali anche a latitudini diverse, scuotendo, se così fosse, gli equilibri atmosferici. Seguiranno sicuramente importanti aggiornamenti in merito.


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