29 dicembre 2019
ore 18:23
di Francesco Nucera
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 Per esperti

Anno nuovo che nelle sue battute iniziali vedrà un vortice polare forte a tutte le quote. In troposfera il vortice polare tende ad accorpare le masse d'aria gelida al suo interno. Le basse pressioni alle latitudini artiche e le alte pressioni alle medie latitudini sono una classica fotografia di un regime zonale. Le condizioni meteo sull'Alaska e sulla Groenlandia diventeranno estreme

L'indice AO positivo è una chiara espressione. Questa situazione è probabile sia conseguenza della forzante indo pacifica con la Madden che non riesce a dare energia agli anticicloni costretti a spanciarsi.

La stratosfera, che in risente di quanto accade nei piani inferiori, tende a raffreddarsi e a centrarsi sul Polo. Davvero notevole il raffreddamento previsto a 10 hPa

Questo grafico del modello americano ex GFS mostra come ci troviamo di fronte ad un effetto amplificante della stratosfera. Se questo dovesse avvenire allora potremmo trovarci di fronte ad un certo periodo in gennaio caratterizzato da un'anticiclone sempre addossato all'Europa occidentale. Gli eventuali disturbi verrebbero da circolazioni secondarie. Questo determinerebbe un raffreddamento dell'Europa centro orientale soprattutto.

Un po' meglio invece il modello europeo ECMWF con il vortice polare decentrato e minato ai suoi fianchi da alcuni warming. Tuttavia la mancata azione a due onde potrebbe riaccentrare il vortice verso il Polo. Ci troveremmo così nella stessa condizione del modello GFS. L'unica condizione ottimale sarebbe quella che la troposfera si opponesse al forcing stratosferico o che i due piani non comunicassero. Non ci resta che attendere i prossimi aggiornamenti

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