29 dicembre 2018
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di Francesco Nucera
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 Per esperti

Ancora nessun 'vincitore' in questa sorta di sfida tra i principali modelli numerici con evoluzioni completamente diverse in avvio del nuovo anno. Il modello americano GFS vedrebbe una corrente a getto molto tesa in uscita dal Canada, una situazione che determinebbe una maggiore propensione dell'anticiclone ad allungarsi sul comparto meridionale europeo. Di contro le perturbazIoni seguirebbero una direttrice piuttosto alta. Questo non avrebbe nulla di invernale per l'Europa che sarebbe dunque raggiunta da aria mite oceanica e con venti tempestosi sul Centro Nord Europa, secondo un andamento zonale.

Il modello numerico ECMWF invece vedrebbe un uscita dal Canada della corrente a getto più debole e con un anticiclone più propenso a salire di latitudine; questo determinerebbe un afflusso di aria decisamente fredda di natura artica. Da qui molte Nazioni dell'Europa centro orientale sperimenterebbero i rigori del generale inverno. Anche l'Italia vivrebbe una prima fase pienamente invernale a ridosso della Epifania come mostra il modello europeo ECMWF.

DIAMO UNO SGUARDO ALLA STRATOSFERA - Dando uno sguardo in stratosfera la lettura del riscaldamento stratosferico sarebbe diversa dai modelli numerici al netto dello split (rottura del vortice polare) e non dei migliori a dire il vero. Il modello GFS infatti vedrebbe una propagazione del disturbo stratosferico fino ad una certa quota. Il modello GEOS invece vedrebbe la propagazione del disturbo verso la troposfera con un indice NAM fino a -4. Insomma una diversa interpretazione che avrebbe ripercussioni diverse sulla circolazione delle medie latitudini non solo nel breve ma anche nel lungo termine.

Questo poi dipenderebbe a sua volta dalla troposfera, in particolare da come si comporterebbe l'anticiclone atlantico nei prossimi giorni. In pratica una sorta di feedback positivo  ( la troposfera sollecita la stratosfera che a sua volta poi andrebbe a condizionare nuovamente la troposfera secondo la dinamica proposta da Reichler et al, 2005 )

Secondo la regola statistica di Baldwin e Dunkerton (2011) il vortice polare sarebbe condizionato dall'evento stratosferico per almeno 45 giorni.Piu' il disturbo sarebbe lento a propagarsi, più laborioso risulterebbe lo scenario di un inverno dinamico e freddo in Europa proposto nella nostra linea di tendenza. 

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