17 ottobre 2019
ore 8:37
di Francesco Nucera
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 Per esperti

Premessa. Questa non è la tendenza meteo sull'INVERNO ma si tratta di un'analisi, generalmente rivolta ad un pubblico esperto, di alcuni indici meteo climatici che ci potranno tornare utili per la prossima stagione. Tali approfondimenti fanno parte della consueta rubrica 'In cammino verso l'Inverno'. Tutte le variabili qui in esame verranno approfondite nelle prossime settimane. La nostra tendenza uscirà a Novembre

La prima parte dell'autunno è caratterizzata da pressioni più alte della media sul settore euro atlantico con una anomalia maggiore sugli Stati occidentali. Di contro l'Europa settentrionale è dominata da pressioni più basse.

Settembre ha visto poco di autunnalecon solo qualche spunto instabile più tardo estivo e in un contesto termico decisamente sopra media. Il mese si conferma infatti un proseguimento dell'estate. Ottobre si mostra un po' più dinamico e con una piovosità in aumento rispetto al mese precedente. Le temperature di questi primi 40 giorni mostrano un sopra media, più marcato al meridione. La piovosità di questa prima parte non aiuta le regioni del Sud Italiapenalizzate dal tipo di circolazione.

Dopo l'estate molto calda caratterizzata da un regime da NAO costantemente negativa, la prima parte dell'autunno ci mostra un andamento diverso con periodi da NAO altalenanti. Tuttavia col valore medio di -0.16 di settembre sono 5 i mesi con NAO negativa da maggio in poi. Questo è accaduto nel 1952 1955, 1957, 1998, 2001 2010 e 2012.

A livello circolatorio c'è da notare come le correnti occidentali in quota abbiano dominato la scena, in questa prima parte di stagione, dal Nord Atlantico verso l'Europa. Questo è imputabile alla differenza di temperatura nord-sud ma anche alla attività degli uragani. Questo andamento richiama l'ottobre 2000.

Il vortice polare stratosferico, partito in ritardo, si presenta più  freddo e anche più forte del normale in questo periodo dell'anno. La tendenza sembra verso un raffreddamento ulteriore. Questa tendenza ad avere un vortice stratosferico più facilmente freddo è una caratteristica degli ultimi anni. Questo potrebbe essere un segnale per un aumento della zonalità.

L'estensione della copertura nevosa risulta sopra media nell'emisfero nord. Dopo una partenza forte paragonabile al 2013 e 2014 sul comparto euro asiatico adesso la situazione presenta uno stallo. L'estensione del ghiaccio marino artico è invece ben al di sotto del normale e ciò non cambierà per i prossimi mesi.

La QBO (venti stratosferici) è nella sua fase discendente (venti che tendono a girare a ovest verso est)  dopo il picco positivo di giugno; l'andamento dei venti stratosferici è vicino agli anni 1978, 1995 e al 2002. La QBO è negativa sopra i 30 hPa e sembra improbabile possa girare in negativo nei prossimi mesi.

La situazione delle anomalie delle acque oceaniche mostra la presenza di un Enso in modalità debolmente positiva con un tipico assetto da El Nino Modoki. La PDO persevera nella sua positività. Questa sembra essere correlata ad una NAO positiva invernale. Spicca il forte IOD positivo sull'Oceano Indiano mentre in Atlantico la disposizione del tripolo sarebbe favorevole alla NAO negativa.

Attualmente siamo al minimo solare con il picco più basso ( che pone fine al ciclo 24) raggiunto nei prossimi anni. L'attività solare avrebbe ripercussioni sulla circolazione atmosferica tanto da influire sulla così detta variabilità a bassa frequenza, sull'Artic Oscillation (AO) e sulla frequenza dei pattern sinottici. Ma si è visto che l'attività solare incide anche sull'attività dei blocchi atmosferici.

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