2 dicembre 2019
ore 18:10
di Lorenzo Badellino
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 Per tutti

Il mese di novembre si è rivelato particolarmente prolifero per le nevicate che hanno interessato l'arco alpino e lo stesso trend sembra proseguire anche per l'avvio del mese di dicembre. Le ultime nevicate di domenica hanno infatti ulteriormente ispessito il manto bianco sulle nostre montagne, con accumuli totali che raggiungono anche i 4 metri in quota in Lombardia sul ghiacciaio Presena. Si segnalano inoltre 3 metri in quota a Cervinia (AO), poco meno in Val Senales (BZ).

Con tali accumuli di neve e dopo le recenti nevicate del fine settimana è inevitabile però che aumenti il rischio valanghe, in attesa che il manto nevoso subisca un assestamento. E' sulle Alpi centro-occidentali che si trovano i valori più elevati, con grado 3 (marcato) nella scala che va da 1 (debole) a 5 (molto forte). Leggermente più basso invece sulle Alpi orientali dove oscilla tra 2 (moderato) e 3 (marcato). In misura minore la neve è presente anche sull'Appennino, ma in questo caso il pericolo è decisamente più basso e non va oltre il grado 1 sulla dorsale tosco-emiliana e sull'Appennino Abruzzese.

Proprio nel weekend appena conclusosi si sono avute alcune vittime provocate dal distacco valanghe, come accaduto a Courmayeur sabato nella zona di Punta Helbronner dove una massa di neve ha travolto due freeriders. Si segnalano inoltre altre tre vittime in Abruzzo, di cui due scivolate sul ghiaccio in quota sulla Majella.

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