18 marzo 2020
ore 9:50
di Francesco Nucera
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ozono stratosferico artico. fonte Nasa
ozono stratosferico artico. fonte Nasa

Continua al ribasso il trend dell'ozono stratosferico sul Polo Nord dove vengono registrati i valori minimi più bassi. E' molto simile al marzo 2011. Di contro le anomalie maggiori si riscontrano a latitudini più basse a causa della mancanza di miscelazione con l'aria polare. Si tratta di un effetto di dinamica circolatoria del vortice polare stratosferico ( ci troviamo ad una quota superiore ai 10-12 km) che quest'anno si sta presentando forte e decisamente freddo anche in avvio della primavera astronomica. Queste situazioni, che spostano l'ozono sia in verticale che in orizzontale dalla loro naturale sede, possono determinare dei piccoli e temporanei 'buchi' nell'ozono come sta avvenendo ad esempio ora sulla verticale di Canada, Groenlandia e Artico. C'è da dire che questo 'buco' appare anche piuttosto largo.

ozono stratosferico artico ai minimi storici
ozono stratosferico artico ai minimi storici

Nella stratosfera artica, dove le temperature in media sono più alte rispetto all'Antartide, c'è una ampia variabilità meteorologica e le condizioni variano molto da un anno all'altro. Pertanto, alcuni inverni artici non subiscono quasi alcuna perdita di ozono, mentre le 'fredde' temperature stratosferiche nell'Artico, che durano oltre la notte polare, possono occasionalmente portare a una sostanziale perdita di ozono. C'è da dire che questo procedimento sarà fermato nei prossimi giorni da un improvviso riscaldamento della stratosfera polare (Stratwarming) che alzerà le temperature in maniera repentina su questa fascia di alta atmosfera.

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