26 settembre 2022
ore 7:50
di Francesco Nucera
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 Per tutti

Due intense ondate di maltempo hanno interessato l'Italia nell'ultimo mese, la seconda avviene dopo quella catastrofica delle Marche che ha causato la morte anche di 12 persone. Il fronte polare si è abbassato di latitudine dopo l'estate molto calda e questo ha consentito ai contrasti termici di essere elevati sul Mediterraneo, producendo anche intensi fenomeni temporaleschi e con eventi alluvionali.

La caratteristica saliente in tutte e due gli episodi mediterranei è la presenza di notevoli flussi di vapore in arrivo dai Tropici, si tratta delle piume tropicali (o Atmospheric River) che quando sono più intense della media sono in grado di produrre notevoli ondate di maltempo. E in tutte e due i casi c'è inoltre l'influenza dell'attività ciclonica atlantica che riesce a veicolare questi grossi quantitativi di vapore.

Nell'evento delle Marche la quantità di vapore acqueo secondo l'EFI di Ecmwf era estremo e fu iniettato dall'azione congiunta di due ex uragani, Earl e Danielle in Atlantico.

Nell'episodio del 25-26 settembre, che ha la sua massima potenzialità tra Lazio, Molise e Campania, è la depressione tropicale Hermine a veicolare un alto valore di acqua precipitabile con valori mai raggiunti lungo la verticale delle Isole Canarie e del Nord Africa dove le piogge sono state alluvionali e da record. Ma danni per fenomeni di forte intensità sono stati registrati sulla Spagna meridionale e sulle Baleari. tale quantitativo seppur presente in Italia non è comunque ai livelli estremi della precedente ondata di maltempo.

E' l'ingranaggio della circolazione a larga scala a far sì che questi flussi riescano a penetrare il Mediterraneo. Nel caso del 15 settembre l'evento si incastra in una modifica della circolazione per via dell'arrivo di un' onda di Rossby dal Pacifico con genesi di una struttura riconducibile ad un Omega in Atlantico. 

Nel caso del 25-26 settembre c'è un impatto sulla circolazione da parte di Fiona durante la sua transizione extratropicale sul Canada. Fiona inietta molto calore verso la Groenlandia con la formazione da una parte di un'anticiclone e dall'altra provocando la discesa di una saccatura nel cuore dell'Europa, fino a stuzzicare Hermine il cui vapore è costretto a risalire nel lato ascendente della saccatura verso l'Europa meridionale. 



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