10 gennaio 2019
ore 10:47
di Francesco Nucera
tempo di lettura
2 minuti, 1 secondo
 Per esperti


Gli effetti del primo intenso riscaldamento stratosferico di dicembre sono accompagnati da alcune irruzioni di aria gelida sul comparto centro orientale europeo. In Italia sono soprattutto le regioni del Centro Sud più interessate dalle precipitazioni con accumuli di neve anche ingenti

Un ingombrante anticiclone persevera invece sull'Europa centro occidentale dove l'inverno non è pervenuto. Subiscono di questa situazione anche le regioni del Nord Italia e quelle del versante tirrenico dove il muro anticiclonico non permette l'inserimento delle perturbazioni. Sulle Alpi c'è poca neve, conseguenza proprio del tipo di circolazione coi venti settentrionali

Discorso diverso sulle Alpi estere; in Austria e Svizzera le correnti di aria artica apportano abbondanti quantitativi di neve con accumuli anche di 2 metri



Il gelo e la neve post dinamica dello Stratwarming imperversano anche su diverse Nazioni Oltralpe come su Polonia, Germania, Romania, Croazia, Slovenia, Slovacchia, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Bielorussia e Grecia. Imbiancata Atene.  L'anticiclone addossato all'Europa è una conseguenza del tipo di circolazione da NAO positiva più che da un vortice polare forte come avvenne negli anni 90. In pratica il promontorio si posiziona male...



La Nao è risultata essere positiva in ogni dicembre dal 2010 e in gennaio dal 2011; è stata negativa solo due volte negli ultimi 15 mesi. Lo Stratwarming e lo Split del febbraio 2018 avevano indotto un cambio di segno della NAO smantellando l'anticiclone ma è stato solo temporaneo. Ci sono altri fattori che remano a favore di una NAO positiva su lungo periodo...

Intanto il vortice polare è previsto ricompattarsi nel breve termine. E' atteso dunque una risalita della AO. Ma è in arrivo un nuovo riscaldamento stratosferico dalla Russia che potrebbe determinare un ulteriore indebolimento al vortice polare. Non si tratterebbe di un riscaldamento così intenso come quello precedente ma capace di indebolire il vortice polare che di per sè non gode di ottima salute

Su questo aspetto si punta come aiuto al calo della Nao e del ritorno della pioggia e della neve su quelle zone dove ora stanno a guardare.



Cambio scenario in terza decade? Secondo le emissioni appare possibile un accoppiamento tra stratosfera e troposfera, segno di un completamento vero e proprio ( seppur lento) della dinamica  da split. Gli effetti si potrebbero così vedere a partire dalla terza decade di gennaio con un netto cambio di scenario.

Segui @3BMeteo su Twitter


Articoli correlati