17 marzo 2019
ore 7:57
di Francesco Nucera
tempo di lettura
2 minuti, 40 secondi
 Per tutti

Verifica dell'INVERNO 2018-19. Nel suo complesso l'inverno 2018-19 ha mostrato un quadro completamente diverso rispetto alle attese con un segnale  'caldo' su molte Nazioni, specie sul comparto centrale. Termicamente è risultato in media o di poco sotto al Sud, Grecia e Nord Africa.

Solo il mese di gennaio e la prima settimana di febbraio hanno evidenziato il 'segnale' freddo previsto in Europa per via delle ripetute azioni artiche che hanno portato la neve su diverse Nazioni.

 Le precipitazioni hanno evidenziato un surplus al Sud e sul Mediterraneo orientale.

La stagionale di 3bmeteo evidenziava un sopra media generale ma in particolare al Centro Sud, Balcani ed Est Europa

Lo senario proposto a 500 hPa evidenziava anomalie maggiori sull'Atlantico settentrionale, negative sulla Mitteleruorpa

A livello globale si evidenzia l'anticiclone addossato all'Europa occidentale mentre le anomalie negative di geopotenziale sono risultate piu verso sud est, tra Balcani ed Egeo. Questo pattern da NAO positivo che persevera da lungo tempo  è anche forzato dall'anticiclone addossato alla West Coast. Fatta eccezione per un periodo tardo invernale avvenuto nel 2013 e nel 2018 ( in tutte e due i casi dopo eventi di Stratwarming) l'indice NAO non risulta essere negativo dal dicembre 2012.

Completamente non vera la visione del mese di Febbraio che avrebbe dovuto mostrare una prima parte più fredda in Europa, specie del centro nord, secondo un proseguo del mese di gennaio. A parte i primi giorni Febbraio è stato invece dominato da un anticiclone eccezionale per intensità, estensione e durata. Undici le Nazioni caratterizzate da caldo record. Questo, ovviamente, ha ribaltato tutto il quadro dell'inverno

ANALISI TECNICA

Nella stagionale sull'inverno era atteso:

    1) stratwarming di tipo early(precoce). Vero
    2) avvio stagione scialba. Vero
    3) NAO negativa seconda parte di stagione: Falso (Rimasta neutra)

INVERNO CON STRATWARMING IBRIDO - L'inverno è stato dominato da un importante riscaldamento della stratosfera polare,uno dei piu' intensi degli ultimi anni.

Tale riscaldamento, iniziato a metà dicembre, ha determinato uno split del vortice polare stratosferico, la seconda volta in nove mesi dopo quello del febbraio 2018.

Si è trattato però di uno split atipico perchè è avvenuto solo in media alta stratosfera. In troposfera il vortice polare, pur risentendo di tale dinamica, è rimasto piu' compatto tanto che la NAO non è scesa in territorio negativo come prospettato. Un po' come avvenuto nell'inverno 2012-13. Il riscaldamento inoltre ha avuto come punto di partenza la Siberia e non l'Atlantico come di norma dovrebbe essere e con il 'lavoro' principale a carico di una sola onda. Il primo impulso stratosferico ha determinato un indebolimento del vortice polare tanto da contribuire alle avvezioni di aria gelida sull'Europa orientale e al Sud Italia in avvio di gennaio. Il secondo invece, più lento, ha portato solo una modesta dinamicità in avvio di febbraio. DIscorso diverso per l'America che ha risentito piu' direttamente della presenza del vortice polare.

In Febbraio la MJO in fase 8 è risultata deleteria tanto da verificarsi quel 'collegamento' tra tropico ed Europa capace di portare ondate di caldo.

- VERIFICA STAGIONALI


Segui @3BMeteo su Twitter


Articoli correlati