18 dicembre 2020
ore 13:40
di Francesco Nucera
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 Per esperti

Un nuovo evento di amplificazione delle onde atmosferiche è previsto nel corso dei prossimi giorni. La dinamica richiama quella di fine novembre con il jet pacifico che tende ad accelerare in uscita dal Continente asiatico attraverso la conservazione del momento angolare. Questo deriva dalla particolare disposizione delle alte e basse pressioni sull'Asia attraverso le alte catene montuose (east asian mountain torque positivo). 

Il pacchetto di energia in arrivo dal Pacifico tenderà a trasferirsi dapprima verso il Nord America (dove è attesa un'ondata di gelo per Natale) 

e poi al settore atlantico dove si passerebbe da una zonalità a condizioni più bloccate per la fine dell'anno. L'Europa in tal frangente verrebbe interessata da masse d'aria di recente origine artica.

L'aumento della pressione sul nord Atlantico e sugli Urali creerebbe i presupposti per indebolire il vortice polare stratosferico col nuovo anno (immagine iniziale) attraverso un aumento dei flussi di calore verso la stratosfera. I ripetuti warming siberiani e lo spostamento dei nuclei di vorticità sul lato canadese indebolirebbero il vortice polare stratosferico che tenderebbe ad allungarsi. Un attacco a due creste d'onda al vortice polare sarebbe una conseguenza. Rimane incerta ad ora la tendenza allo split.

Secondo le previsioni la media sarebbe per un vortice polare stratosferico debole per il mese di gennaio.

Appare probabile, secondo queste dinamiche che il mese di gennaio possa essere compromesso almeno per la prima parte con alcune ondate di maltempo sull'Europa meridionale e temperature sotto media.


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