23 gennaio 2020
ore 9:46
di Francesco Nucera
tempo di lettura
1 minuto, 14 secondi
 Per tutti

Il vortice polare molto compatto limita le irruzioni di aria fredda. Il lago gelido dunque rimane all'interno di esso che continua a correre velocemente. Le correnti in quota alle medie latitudini trasportano masse d'aria mite nel cuore dell'Europa. Nel frattempo la stratosfera fredda, che nei giorni scorsi ha raggiunto il picco di velocità, è un ulteriore aggravante a questa situazione.

Sono 52 i giorni in cui l'Indice NAO è positivo. L'indice misura la differenza di pressione tra l'anticiclone delle Azzorre in Atlantico e depressione d'Islanda. Un valore positivo sta a significare non solo che il vortice d'Islanda è piuttosto intenso ma anche che l'anticiclone delle Azzorre è spesso "stirato" verso il Vecchio Continente; le perturbazioni sono spesso confinate alle latitudini settentrionali e le masse d'aria fredda hanno difficoltà a raggiungere il Mediterraneo.

I dati storici ci dicono che il periodo più lungo invernale con NAO positivo è il 1989 (93 giorni), seguito dal 1990 (85 giorni) e dal 1997 (73); il periodo più recente è del 2015 con 74 giorni a cavallo tra l'inverno e la primavera.

Questo scenario da NAO positiva era poi atteso dalla media delle previsioni stagionali. Il vortice polare ruoterà il suo asse nei prossimi giorni e il fronte polare dovrebbe abbassarsi di latitudine. Tuttavia, a parte qualche temporaneo calo di tensione del vortice polare, appare improbabile un radicale cambio di scenario. Nel frattempo monitoreremo un possibile riscaldamento stratosferico nel corso del mese di febbraio.

Segui @3BMeteo su Twitter


Articoli correlati