8 gennaio 2019
ore 21:00
di Lorenzo Badellino
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1 minuto, 58 secondi
 Per tutti

E' impressionante osservare la differenza tra un versante e l'altro dell'arco alpino. Su quello estero la neve abbonda, quello austriaco poi è tutt'ora alle prese con nevicate abbondanti che raggiungono lo spessore anche di alcuni metri. Anche la dorsale appenninica sta vivendo uno dei suoi momenti migliori, continuamente bersagliata dalle irruzioni artiche, che tra Abruzzo e Molise hanno scaricato anche più di un metro di neve fresca.

In mezzo ci sono i versanti italiani delle Alpi, quasi tutti a secco, soprattutto quelli posti a quote più basse. La situazione peggiore è in Piemonte, nella zone del Canavese in Provincia di Torino, dove quelle che una volta erano piste da sci oggi sono campi aridi su cui svettano vecchi piloni degli impianti a fune in disuso da anni. Complice anche il fatto che molte di queste stazioni si trovino a bassa quota con le partenze poco oltre i 1000m, da anni è praticamente impossibile praticare lo sci, sia per la scarsità di precipitazioni che per le temperature troppo elevate.

Ma anche in Lombardia si soffre la carenza di neve e a rimetterci è soprattutto la fascia prealpina, spoglia fino ad oltre 2000 metri di quota, così come sulle Dolomiti. Unici comprensori che riescono ad assicurare la stagioni sciistica sono quelli situati a quote elevate, dove le temperature consentono l'innevamento artificiale, e quelli in prossimità del confine di stato, che hanno potuto beneficiare almeno di una parte delle nevicate che si scaricano sul versante estero.

INCENDI NEI BOSCHI LOMBARDI. E intanto la prolungata siccità che interessa le Alpi insieme ai venti secchi di fohn sono l'inevitabile causa degli incendi divampati negli ultimi giorni sulle Prealpi lombarde, come accaduto lunedì sera in Valbrona all'Alpe Megna (CO).

QUANDO ARRIVERA' LA NEVE? Al momento è molto difficile rispondere a questa domanda, visto che almeno fino alla fine della settimana gli unici fiocchi previsti si scaricheranno ancora una volta sul versante alpini settentrionali, lasciando a quelli italiani le briciole ed escludendo del tutto quelli prealpini. Perché possa aprirsi uno spiraglio si dovrà attendere almeno la seconda metà del mese, ma non vi è alcune certezza.

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