13 gennaio 2022
ore 15:52
di Carlo Migliore
tempo di lettura
2 minuti, 6 secondi
 Per tutti

UN EVENTO STRAORDINARIO MAI OSSERVATO PRIMA - La morte di una stella super massiccia è un evento cataclismico tra i più energetici dell'Universo che si conclude con la formazione di una Supernova e l'eiezione nello spazio di immense quantità di elementi chimici tra cui soprattutto elementi pesanti come oro, platino e argento. Solitamente osserviamo questi oggetti celesti senza conoscerne l'evoluzione precedente, potendo solo ipotizzare come essa sia avvenuta. Recentemente però un team di astronomi guidato dalla Northwestern University e dall'Università della California a Berkeley è riuscito per la prima volta a seguire in tempo reale gli ultimi mesi di vita di una supergigante rossa, osservando la sua rapida autodistruzione prima che collassasse in una supernova di tipo II. la stella in questione è stata rilevata nell'estate del 2020 durante un'indagine del telescopio Pan-STARRS dell'Università delle Hawaii sulla cima del vulcano Haleakalā a Maui. Si era subito notato che la sua luminosità aumentava di giorno in giorno mentre la stella emetteva grandi quantità di gas nello spazio, motivo per il quale il corpo celeste è diventato un sorvegliato speciale. 

La sua agonia è durata 130 giorni alla fine dei quali è stato osservato un potentissimo lampo che per pochi momenti è stato più luminoso di tutte le altre stelle della galassia di cui era parte. Si tratta di una scoperta che sfida le precedenti idee su come le supergiganti rosse si evolvono subito prima di esplodere, spiegano i ricercatori. Osservazioni precedenti mostravano infatti come le supergiganti rosse fossero relativamente quiescenti prima della loro morte, senza prove di eiezioni violente o emissioni luminose. Le nuove osservazioni, aggiungono i ricercatori, dicono il contrario: almeno alcune di queste stelle subiscono nella loro struttura interna cambiamenti significativi, che poi si traducono nella tumultuosa espulsione di gas pochi istanti prima del loro collasso. Il team ha continuato a monitorare Sn 2020tlf anche successivamente all'esplosione della stella. Sulla base dei dati ottenuti dagli spettrografi Deimos e Nires dell'Osservatorio Keck, i ricercatori hanno così determinato che la stella supergigante rossa progenitrice di Sn 2020tlf era un astro dieci volte più massiccio del Sole situato a circa 120 milioni di anni luce dalla Terra nella galassia Ngc 5731. 120 milioni di anni luce, vuol dire che l'evento che noi abbiamo osservato oggi, è avvenuto 120 milioni di anni fa quando sulla Terra c'erano ancora i Dinosauri e l'Italia non si era ancora formata...


Segui @3BMeteo su Twitter


Articoli correlati