9 novembre 2020
ore 14:44
di Carlo Migliore
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 Per tutti

LA NEBBIA ASSASSINA DEL 5-9 DICEMBRE 1952: Epicentro del fenomeno Londra, abitanti circa 8 milioni, morti stimate per difetto 13mila più un imprecisato numero di persone che si ammalarono gravemente. La causa, il ristagno al suolo degli inquinanti industriali e dei fumi di oltre mezzo milione di fuochi domestici per una forte inversione termica causata da una massiccia area di alta pressione.

L'anticiclone atlantico si era posizionato sulle Isole Britanniche già il 1 dicembre ma i massimi barici di 1030hPa furono raggiunti solo tra il 3 e il 4. L'aumento pressorio produsse un denso strato d'aria fredda e stagnante che rimase intrappolato sotto uno strato d'aria più calda, causando la totale assenza di ventilazione e ricambio d'aria. L'inversione termica spinse l'aria satura verso l'alto, provocando la formazione di uno strato di nebbia, che si estendeva dai 100 ai 200 metri, contenente oltre le gocce d'acqua in sospensione anche il fumo proveniente da innumerevoli camini delle case. Il fenomeno fu amplificato dalle rigide temperature di quel periodo, che costrinsero gli abitanti ad aumentare il consumo di carbone per il riscaldamento domestico. L'unico carbone disponibile per il consumo era di bassissima qualità e ad alto contenuto di zolfo che fece aumentare la quantità di anidride solforosa nei fumi. Ad esso si aggiunse l'inquinamento derivante dagli scarichi dei veicoli e quello prodotto dalle ciminiere industriali.

La nebbia fu così spessa che la circolazione automobilistica divenne difficoltosa o addirittura impossibile. La gente camminava appoggiandosi ai muri e le autorità raccomandarono di tenere a casa i bambini per il rischio che potessero perdersi. Lo smog denso entrò perfino dentro gli edifici: scuole, concerti, rappresentazioni teatrali e proiezioni cinematografiche furono sospese poiché la scena o lo schermo non erano visibili al pubblico; gli aeroporti e la maggior parte dei trasporti pubblici non furono in grado di operare in quelle condizioni e l'esterno degli edifici di tutta la città fu contaminato da un sottile strato scuro di particolato carbonioso

L'aria densa di inquinanti divenne tragicamente velenosa, 4000 persone morirono di ipossia nella prima settimana e altre migliaia nelle settimane a venire. Da dicembre 1952 a marzo 1953 i servizi medici segnalarono almeno 13mila e 500 morti in più rispetto all'anno precedente per malattie dell'apparato respiratorio come polmoniti, bronchiti e insufficienza respiratoria. Nasce il termine smog il risultato della fusione tra smoke "fumo" e fog "nebbia"


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