15 ottobre 2011
ore 8:40
di Francesco Nucera
tempo di lettura
1 minuto, 34 secondi
 Per tutti
Tra il 12 e il 18 Ottobre 1951 un evento alluvionale interessa la Calabria, causando morte e distruzione. La zona più interessata dal fenomeno alluvionale, generata dalla presenza di un minimo afro mediterraneo tra Sardegna e Tunisia, risulta essere il basso Ionio reggino nella zona dominata dall’Aspromonte. Notevole è la quantità di acqua caduta in poco più di cento ore: 1770 millimetri di pioggia, una quantità superiore alle medie annuali. La giornata più drammatica risulta essere quella del 16 ottobre quando si assiste ad un aumento dell'intensità delle precipitazioni. Nella zona di Santa Cristina d’Aspromonte, si registrano più di 535 millimetri d’acqua in sole ventiquattro ore. Anche nei giorni a seguire la quantità di acqua caduta risulta essere elevata con conseguenze disastrose per i territori compresi fra l’Aspromonte e la Serra di San Bruno. Qui, infatti, molti torrenti tracimano nello scendere a valle, inondando vari centri del litorale ionico e dell’entroterra, da Reggio Calabria a Catanzaro. Protetto dall'evento il versante tirrenico, sottovento a questa particolare configurazione barica. Le comunicazioni stradali e telegrafiche saranno interrotte in oltre quindici località, mentre per i vari centri situati sulla fascia costiera, il collegamento potrà avvenire solo via mare. Agrumeti e coltivazioni di cotone sono distrutti: collassa l’economia locale, mentre centinaia di famiglie di braccianti e mezzadri perdono i propri posti di lavoro.

Il bilancio conclusivo sarà di oltre settanta vittime, quattromilacinquecento senzatetto, quasi millesettecento abitazioni crollate o rese inabitabili, sessantasette comuni colpiti. Tra le infrastrutture danneggiate, senza voler contare le innumerevoli interruzioni stradali, si segnaleranno ventisei ponti crollati e settantasette acquedotti lesionati.

Per la sola provincia di Reggio Calabria i danni ammonteranno a 30 miliardi. Questo il bilancio conclusivo di questa inondazione, come riportato dal rapporto ufficiale del Governo.

Segui @3BMeteo su Twitter


Articoli correlati