20 giugno 2017
ore 11:00
di Manuel Mazzoleni
 Per tutti

ozono troposferico
ozono troposferico


Puntuale come ogni estate ecco ripresentarsi il problema legato all'Ozono Troposferico. Forse meno noto della CO2 o del PM10, esso rappresenta tuttavia un agente inquinante altrettanto pericolo, che colpisce principalmente nei periodi di maggior intensità solare e di calore. Ma cosa è effettivamente e cosa può causare?

L'ozono (O3) è un gas naturale che si forma in atmosfera ad una quota mediamente compresa tra i 10-15 km fino ai 30 km circa, nella così detta stratosfera. Da essa prende appunto il nome di Ozono Stratosferico o anche in gergo definito "Ozono buono", perché la sua presenza risulta di vitale importanza per la vita terrestre, in quanto fornisce un eccellente schermo in grado di filtrare le radiazioni ultraviolette (UV), potenzialmente cancerogene. Tuttavia circa il 10% dell'Ozono in Atmosfera è contenuto in un livello inferiore, ovvero nello strato sovrastante la superficie terrestre, nella troposfera.
Ozono in atmosfera
Ozono in atmosfera

Da esso deriva il termine Ozono Troposferico o anche detto "Ozono cattivo" in quanto dannoso per la salute umana e la vegetazione. Di per se l'ozono troposferico non è un inquinate primario, ossia emesso in atmosfera direttamente, ma è un inquinante secondario, prodotto dalla reazione dell'ossigeno con il biossido di azoto (NO2) ed il contributo dei composti organici volatili (COV), in presenza di forte irraggiamento solare e di elevate temperature.

Processi di formazione
Processi di formazione

Ne consegue che le concentrazioni di ozono sono nettamente più elevate nelle ore pomeridiane dei mesi estivi, anche se variano molto in funzione delle condizioni meteorologiche. Ecco perché in estate, quando la radiazione è maggiore e quindi è superiore l'energia a disposizione per favorire l'ossidazione, l'inquinamento da ozono è estremamente più elevato rispetto ai restanti mesi dell'anno. Tuttavia dallo schema precedente si evince che l'ozono tanto viene prodotto quanto viene distrutto.

Ma allora come fa ad accumularsi?

Semplice, in aria inquinata da scarichi veicolari, in presenza di VOC incombusti e forte irraggiamento, il monossido d'azoto (NO) non interagisce più solo con ozono nel ciclo di distruzione, ma viene catturato e contemporaneamente trasformato NO2. Da qui ne consegue uno sbilanciamento a favore del ciclo di formazione a scapito di quello di distruzione e di conseguenza un accumulo di O3 in atmosfera.

Ozono si forma
Ozono si forma

Purtroppo oltre alla formazione di ozono si ha anche la formazione di altri inquinanti spesso tossici, regolati da reazioni chimiche assai complesse e che il più delle volte coinvolgono il radicale OH (lo spazzino dell'atmosfera).

Per quanto concerne la salute l'ozono è un forte ossidante, in grado di attaccare i tessuti dell’apparato respiratorio anche a basse concentrazioni, provocando irritazione agli occhi e alla gola, tosse e riduzione della funzionalità polmonare. La maggior parte di questi effetti terminano tuttavia una volta che gli individui non sono più esposti ad elevati livelli di ozono, ma è noto che possano sussistere anche danni derivati da ripetute esposizioni di breve durata. I soggetti più a rischio sono in primis i bambini, seguiti dai soggetti sani che fanno attività all'aperto, persone affette da malattie polmonari, persone con una particolare suscettibilità all'ozono. Siccome l'ozono più essere anche a molta distanza dalle sorgenti, a rischio risultano anche le aree forestali. L'ozono, infatti, provoca una riduzione della crescita delle piante e, ad elevate concentrazioni, clorosi e necrosi delle foglie.

I limiti legislativi recitano:


ParametroSoglia
Soglia di informazioneMedia di 1 ora180 microgrammi/m^3
Soglia di allarmeMedia di 1 ora (a)240 microgrammi/m^3
Protezione della saluteMedia di 8 ora120 microgrammi/m^3
Protezione della vegetazione1 ora cumulativa da maggio a luglioAOT40 (b) 6000 microgrammi/m^3*h
Protezione delle foreste1 ora cumulativa da maggio a luglioAOT40 (b) 20000 microgrammi/m^3*h
Beni materiali1 anno40 microgrammi/m^3
(a) il superamento della soglia va misurato o previsto per tre ore consecutive. (b) si intende la somma delle differenze tra le concentrazioni orarie superiori a 80 microgrammi/m^3 e e 80 microgrammi/m^3 in un dato periodo di tempo,utilizzando solo i valori orari rilevati ogni giorno tra le 8:00 e le 20:00,ora dell'Europa centrale.

Le amministrazioni locali sono obbligate ad avvisare la popolazione quando il livello di concentrazione supera anche solo i limiti della cosiddetta soglia di informazione.

Immagini: http://www.ambra.unibo.it/; Normativa: http://ita.arpalombardia.it/ITA/qaria/pdf/Dlvo_21_05_2004_183.pdf
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