Redazione 3BMeteo
26 giugno 2019
ore 15:08
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A causa delle sempre più alte temperature del trimestre estivo (e non solo), il disagio fisico e bioclimatico connesso al riscaldamento del Pianeta sta avendo un impatto non trascurabile proprio sulla salute umana. Secondo un recente studio presentato e pubblicato sulla rivista Nature Communications dai ricercatori dell'International Institute for Applied Systems Analysis (Austria), dell'Università di Boston, dell'Università Ca' Foscari Venezia e del CMCC, a causa del Global Warming la domanda di energia legata proprio a questo repentino incremento termico, si tradurrà con un aumento tra il 25 e il 58% (ovviamente a seconda dei Paesi) per rinfrescare gli spazi in cui si vive, gli ambienti di lavoro e i servizi pubblici. Nel caso di un riscaldamento moderato, ovvero se venissero attuate tutte le politiche proposte per ridurre le emissioni come richiesto negli accordi di Parigi del 2015, l'aumento della domanda energetica sarà più ridotta, intorno all'11-27%.

Malgrado la ricerca abbia richiesto le simulazioni computazionali di ben 21 modelli climatici, rimangono delle incertezze. I ricercatori spiegano che l'entità della domanda dipenderà dalle future emissioni globali di gas-serra, dai modi in cui i modelli climatici utilizzano le informazioni per proiettare gli estremi climatici e da come il consumo energetico dei Paesi cambierà a seconda della crescita della popolazione e del reddito. Una cosa è però pressoché certa: la crisi climatica globale porterà comunque a consumi energetici più elevati ed ogni decimo di grado a livello mondiale, dicono gli esperti, conta.

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