17 luglio 2017
ore 7:52
di Manuel Mazzoleni
 Per tutti
Magnifiche aurore nelle ultime ore
Magnifiche aurore nelle ultime ore
Nella giornata di ieri la Terra è stata investita da un'intensa tempesta magnetica, generata dall'attiva macchia solare AR2665, che il 14 Luglio ha generato un brillamento solare di X-6.
Il brillamento è stato, infatti, accompagnato da espulsione di massa coronale (CME) nello spazio che ha dato vista ad un'intensa tempesta magnetica. Quest'ultima ha così impattato contro la magnetosfera, dando vita ad estese e spettacolari aurore alle elevate latitudini.  

Si è capito infatti che le aurore sono generate dall'interazione tra le particelle ad alta energia contenute nella tempesta, in genere elettroni, con gli atomi neutri nello strato superiore dell'atmosfera. Quest'ultimi vengono  “eccitati” dalla particelle ad alta energia per poi ritornare nel loro stato iniziale emettendo fotoni ( in gergo “particelle” di luce) che generano appunto le aurore.

Le tempeste magnetiche nel contempo alterano il nostro campo geomagnetico le cui anomalie vengono rilevate da uno strumento chiamato magnetometro. In base a questi dati si elabora l'indice K,  un valore che oscilla tra 0 e 9 e che è direttamente correlato alla quantità massima di oscillazione ( rispetto ad una giornata tranquilla) del campo magnetico in un intervallo di tre ore.

L'Indice Planetario K, stamani riportava un valore di ben 5, stando ad indicare che le aurore boreale si sono spinte sin verso i Grandi Laghi americani.

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Ma cosa è l'Indice Planetario K?  

E' un valore medio elaborato su scala trioraria e dà un'indicazione del livello di disturbo geomagnetico su scala planetaria.
L’indice K fornisce una misura dell’attività geomagnetica originata dalla radiazione corpuscolare proveniente dal Sole, dopo aver eliminato la variazione regolare diurna prodotta dalla radiazione solare elettromagnetica. Più nel dettaglio per il computo si divide il giorno, secondo il tempo di Greenwich, in intervalli di tre ore e per ognuno di questi intervalli si misura il massimo scarto in nT ( nano tesla) dell’andamento effettivo delle componenti H e D rispetto all’andamento normale dei giorni calmi proprio del mese e della fase del ciclo solare. L’indice K dell’intervallo triorario in esame è un numero compreso nell’intervallo, definito secondo una scala convenzionale che varia con la latitudine geomagnetica dell’osservatorio.

Tutti gli indici K di tutte le stazioni di rilevamento (13 sulla Terra) vengono poi mediate attraverso un algoritmo, restituendo l'indice K planetario.

Si è visto inoltre che la posizione delle aurore cambia in funzione dell'intensità della tempesta in atto e che solitamente assume una forma ovale. Più intensa è la tempesta, maggiori sono le variazioni del campo magnetico, maggiori sono gli indici K delle singole stazioni, maggiore è l'indice K planetario e di conseguenza il bordo meridionale delle aurore si spinge sempre più in basso. (vedi foto sotto).
Stazioni che elaborano l'indice K
Stazioni che elaborano l'indice K
Il limite inferiore delle Aurore in funzione dell'indice K planetario
Il limite inferiore delle Aurore in funzione dell'indice K planetario
Interazione tra la radiazione del Sole ed il campo magnetico terrestre
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