10 novembre 2022
ore 23:45
di Carlo Migliore
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 Per tutti

Il terremoto di magnitudo 5.7 che mercoledì mattina alle 7:07 ora italiana ha scosso la costa delle Marche da Pesaro ad Ancona può essere considerato il più forte da quasi 100 anni ad aver colpito quella zona. L'evento più disastroso che quell'area ricordi risale al 30 ottobre del 1930 e distrusse parte dell'abitato di Senigallia causando anche la morte di 18 persone. Le due scosse, quella di ieri e quella del 1930 hanno caratteristiche energetiche (la magnitudo di quella del 1930 fu 5.8) e sismogenetiche simili, entrambe sono state causate da un movimento di faglia di tipo compressivo che testimonia la spinta esercitata dalle coltri appenniniche in direzione dell'Adriatico. La sorgente dei due terremoti non sembra invece la stessa, la faglia che ha generato il sisma di oggi è diversa da quella che ha generato il terremoto del 1930 il cui epicentro fu molto vicino alla costa. 

La fortuna ha voluto che l'evento di ieri, 9 novembre, abbia avuto un epicentro a circa 30km dalla costa e una profondità ipocentrale di soli 8km. Si è dunque trattato di un terremoto con caratteristiche potenzialmente distruttive ma che grazie alla notevole distanza  dalla costa e la scarsa profondità non è riuscito ad esprimersi come avrebbe invece potuto, facendo danni abbastanza contenuti. La regione Marche comprende una zona ad alta sismicità che è quella appenninica che ha generato terremoti distruttivi come quello recente del 30 ottobre 2016 che ebbe una magnitudo di 6.5 e  una sismicità medio alta che  interessa la zona costiera e quella marina contigua alla costa. Queste faglie che potremmo definire "marine" hanno generato molti terremoti anche nel passato recente, citiamo ad esempio la sequenza sismica del giugno del 1972 costituita da una dozzina di eventi con una magnitudo fino a 4.7 o quella de luglio 2013 che raggiunse la magnitudo 5.1

Nulla però di paragonabile al terremoto del 1930 o a quello di oggi che sono la punta dell'iceberg, magnitudo mai superate e che quindi verosimilmente costituiscono ad oggi i limiti massimi per quella zona. Probabilmente nelle prossime ore ci saranno altre repliche di magnitudo via via decrescente finché la zona di faglia non troverà un nuovo assetto di equilibrio che la porterà a stare un po' tranquilla in attesa dei possibili eventi futuri. 

E' plausibile anche se non scontato, perché i terremoti restano ancora un fenomeno imprevedibile, che la scossa di stamattina abbia dissipato la gran parte dell'energia accumulata dal sistema e che quindi non sarà seguita nel breve termine da eventi più forti o di uguale forza.


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