La riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle, ha fatto riemergere il problema dell'utilizzo delle fonti “sporche” per la produzione di energia elettrica, una scelta in contrapposizione e controtendenza con la politica energetica orientata verso l'utilizzo di energie più pulite e rinnovabili.
Secondo il WWF, il settore energetico è responsabile del 41% di tutte le emissioni di anidride carbonica derivanti dall'utilizzo dei combustibili fossili. Il carbone in particolare, è molto ricco di carbonio e la sua combustione è in grado di produrre fino al 70% in più di CO2, rispetto a quella del gas naturale. Più in generale, il 43% di tutte le emissioni da combustibili fossili è da attribuire all'uso del carbone. Il carbone è pertanto tra i combustibili fossili, quello più impattante nei riguardi dei cambiamenti climatici.
Secondo il WWF è venuto il momento di chiudere le centrali più inquinanti e sostituirle con fonti di energia pulite e rinnovabili, seguendo il filo conduttore della Green Economy. Il carbone e' un killer con licenza di uccidere. I tanti costi sostenuti per l'ambiente, per la salute e per l'economia in seguito all'utilizzo del carbone. non vengono nemmeno contabilizzati, sono a carico delle persone, della collettività' e degli ecosistemi".
Una ricerca statunitense ha stimato che ogni anno 13.200 morti siano dovuti agli effetti dannosi delle emissioni di gas inquinanti delle centrali a carbone. Le centrali a carbone, infatti, sono fonte di un cocktail micidiale di inquinanti, tra i quali nichel, cadmio, piombo, mercurio, cromo, arsenico, fluoro, cloro e loro composti.
Chiudere le vecchie centrali a carbone significa salvaguardare l'ambiente, ma anche la nostra salute!
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