Cambiamenti climatici: pascoli alpini a rischio
clima ambiente | 08 marzo 2012 ore 15:03 | a cura di Manuel Mazzoleni
Pascoli alpini a rischio Non sarebbero solo i ghiacciai alpini a rischiar di scomparire nel corso dei prossimi decenni, ma ben si anche i pascoli alpini, colpa dei cambiamenti climatici in atto. Questo è quanto emerge da un recente studio pubblicato su Nature Climate Change, condotto da un gruppo si ricerca internazionale, che ha studiato l'impatto che i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale stanno avendo sulla vegetazione alpina.
LO STUDIO - Guidati dai ricercatori dell’Accademia delle scienze austriaca e dell’Università di Vienna, i biologi di 13 differenti paesi hanno analizzato 867 campioni di vegetazione di 60 differenti siti in quota in tutti in principali sistemi montani europei, raccolti tra il 2001 e il 2008. Sono così state trovate forti indicazioni di come, su scala continentale, le piante amanti dei climi freddi che tradizionalmente si trovano nelle regioni alpine, vengano gradualmente sostituite da piante che crescevano finora solo a quote più basse ed e a temperature più calde.
OLTRE LE ASPETTATIVE - Secondo Michael Gottfried, del Global Observation Research Initiative in Alpine Environments (GLORIA), gli studiosi pensavano si di trovare un maggiore numero di piante amanti del caldo ad altitudini, ma non di riscontrare un cambiamento così repentino. Inoltre, continua il ricercatore, gli studi regionali avevano già evidenziato un simile collegamento, ma è la prima volta che ne vengono mostrati gli effetti su scala continentale.
La ricerca ha anche dimostrato che l’effetto è indipendente dall’altitudine (si sta verificando in corrispondenza della linea degli alberi) e dalla latitudine: viene infatti osservato sia nei paesi settentrionali come la Scozia sia negli ecosistemi alpini più a sud, come quelli sull’Isola di Creta.
Secondo il direttore del programma GLORIA il lavoro mostra che gli effetti del cambiamento climatico influenzano anche il margine esterno della biosfera. La termofilizzazione, inoltre, delle zone di vita alpina non può mai essere controllata direttamente. Le strategie di adattamento non sono un’opzione e dobbiamo concentrarci sulla mitigazione del cambiamento climatico, al fine di preservare il nostro patrimonio biogenetico.
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