Qualche mese fa vi avevamo parlato di una idea per ridurre le emissioni di CO2 dal pianeta. In particolare la proposta fisico Klaus Lackner e del suo collega Allen Wright della Columbia University prevedeva di utliizzare una specie di alberi artificiali molto efficienti, in sostanza dei depuratori di CO2.
Il principio chimico di funzionamento è molto semplice: il vento soffia l’aria dentro un filtro circolare di plastica, formato da una particolare resina impregnata di carbonato di sodio. Questa può così catturare la CO2, e il carbonio in eccesso reagire con il carbonato di sodio formando bicarbonato. Una volta saturo, il filtro si abbassa in una camera a vuoto dove è risciacquato con vapore acqueo, che rimuove il bicarbonato presente senza sprechi aggiuntivi di energia. A questo punto il filtro pulito è pronto per tornare nella ruota superiore e catturare altra anidride carbonica. La CO2 in eccesso viene poi separata dall’acqua, compressa fino a diventare liquida, e pompata nel sottosuolo dove andrebbe a riempire gli acquiferi salini o i basalti vulcanici, rimanendo inerte come liquido o minerale per migliaia di anni. Oppure un’alternativa sarebbe quella di aggiungere idrogeno per formare idrocarburi liquidi ed ottenere così energia rinnovabile. Un depuratore di questo tipo potrebbe essere posizionato ovunque, nei luoghi più convenienti per catturare la CO2.
Ma quali sono i costi di questo progetto? A tal proposito uno studio appena pubblicato, condotto dal gruppo di ricerca dell'ingegnere Robert Socolow e finanziato dall'American physical society ha trovato che tali metodi, definiti come teconologie DAC (Direct Air Capture) sono troppo costosi, e inutulizzabili per almeno qualche decina di anni. Infatti per costruire un sistema di questo tipo sarebbero necessari circa 600 dollari per ogni tonnellata di anidride carbonica rimossa dall'atmosfera, rispetto agli 80 necessari per rimuovere la stessa quantità di CO2 dal flusso di gas di una centrale a carbone....insomma prevenire è meglio che curare!
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