Una situazione abbastanza frequente in Italia, come nel caso odierno sulle regioni settentrionali, è la trasformazione della pioggia in neve grazie all'arrivo di aria più fredda, in questo caso dal Nord Europa, che scalza quella più mite preesistente. Le correnti più fredde in ingresso dalla Valle del Rodano o dalla porta della bora, gradualmente raffreddano gli strati d'aria e consentono la conservazione dei fiocchi di neve a quote via via più basse.
Non è raro dunque che alla pioggia segua le neve, specie se i fenomeni, spesso sottoforma di rovescio, proseguano per qualche ora, favorendo il raffreddamento della colonna d'aria a partire dall'alto e consentendo talvolta ai fiocchi di guadagnare molto centinaia di metri, fin verso la pianura, nonostante le temperature al suolo ancora positive. Inoltre il processo di fusione della neve che raggiunge il suolo sottoforma di pioggia, sottrae calore allo strato d'aria attraversato, il che favorisce la successiva conservazione dei fiocchi sino a terra.
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