L'estensione dei ghiacci artici rimane piuttosto bassa a Gennaio, con una superficie marina ricoperta dal ghiaccio pari a 13.73 milioni di Kilometri quadrati, la quarta più bassa per il mese dal 1979, inferiore di 1.10 milioni di Kilometri quadrati rispetto alla media 1979-2000.
Come per il mese di Dicembre, l'estensione dei ghiacci è risultata inferiore alla norma sulla parte atlantica, specialmente nel Mare di Barents, mentre dall'altra parte, nel mare di Bearing, l'estensione è la seconda più grande per Gennaio, ma nel complesso la superficie totale rimane inferiore alla media.
Il tasso di crescita deli ghiacci artici per il mese di Gennaio risulta il più basso mai misurato dai satelliti. Dopo una crescita relativamente veloce all'inizio del mese, c'è stato un notevole rallentamento intorno alla metà di Gennaio, con un guadagno di soli 765.000 Km quadrati di ghiaccio durante tutto il mese.
La colpa è dell'Artic Oscillation (AO) che influisce notevolmente sui movimenti dei ghiacci marini nell'Artico: da Novembre fino all'inizio di Gennaio la fase positiva dell'AO ha portato condizioni più miti e umide su Europa e Stati Uniti, più fredde invece sull'Artico. In tal modo il ghiaccio poteva scorrere dalla Siberia verso il Nord America e anche verso Sud attraverso lo Stretto di Fram, con una circolazione favorevole alla formazione di uno strato di ghiaccio nuovo e sottile.
Da metà Gennaio la fase negativa dell'AO ha cambiato la circolazione dominate sull'Artico in un movimento in senso orario nel mare di Beaufort (Beaufort Gyre). In tal modo il ghiaccio tende a restare confinato all'Oceano Artico, favorendo una copertura più spessa ma meno estesa.
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